Artwork: Giorgia Barbieri

I Bright Eyes non sono mai stati solo una band. Per molti sono stati un rifugio, una ferita aperta, una voce che diceva ad alta voce quello che non si riusciva a formulare. Da più di vent’anni il loro songwriting ha insegnato che la fragilità può diventare rumore, sussurro, catarsi.

Questo album tributo nasce da lì: 17 brani affidati a artisti italiani e internazionali che hanno scelto di spogliarsi, più che di reinterpretare. Registrazioni emotive, spesso lo-fi nello spirito, che trattano le canzoni dei Bright Eyes come pagine di diario da riscrivere di notte, a volume basso, con le luci spente.

In anteprima arrivano i contributi di Urali (“The Calendar Hung Itself”) e Linda Gandolfi feat. Boccaleone (“Poison Oak”), due tracce che respirano malinconia e urgenza, restituendo quel senso di instabilità emotiva che ha sempre reso i Bright Eyes necessari, prima ancora che importanti.

L’album, curato da Carlo Pinchetti, uscirà venerdì 13 per Waddafuzz Records e coinvolge: Urali, Lowinsky, Andy Kaam, Gigi Giancursi, Right Profile, Dan on the Moon, Soviet Malpensa, Jim Mannez, Bleak Streak, Tum, Carlo Pinchetti, Ed, Jet Black Hair, Long White Clouds, swan•seas, Girless.

Un disco da ascoltare in cuffia, quando tutto è troppo silenzioso o troppo rumoroso.