I VAST ASTEROID E LO ‘SPACEGAZE’: INTERVISTA ALLA BAND CALIFORNIANA

 
18 dicembre 2017
 

Ciao Ragazzi come va?
Stiamo alla grande e adoriamo il fatto di avere della nuova musica da condividere. E le sorprese devono ancora arrivare..

Fantastico allora! Beh credo di parlare a nome di IFB quando dico che è un piacere ci abbiate concesso questa intervista, grazie mille davvero.
Grazie a voi per essere interessati alla nostra musica, il sentimento è reciproco.

Parliamo di voi. Raccontateci tutto fin dall’inizio, come è nata la band? Da dove è nata l’idea?
Abbiamo suonato assieme occasionalmente per anni e poi finalmente l’anno scorso ‘le stelle si sono allineate’ e ci siamo trovati a condividere la stessa stanza nello stesso momento. Dopo circa 10 minuti è risultato ovvio che avevamo qualcosa di interessante tra le mani. Eravamo tutti mentalmente focalizzati attorno ad un’idea magica, un misto tra potere e passività che avevamo capito si potesse condensare nella nostra musica. Era come, ok, sappiamo che cos’è e sappiamo fino a dove possiamo arrivare. Una sensazione semplice e rara. Qualcosa da portare con leggerezza ma da non prendere alla leggera. Abbiamo sempre saputo di essere capaci di poter fare un album così.

Se doveste descrivere il vostro tipo di musica con tre parole, quali sarebbero?
Beh è difficile rispondere senza sembrare una agenzia pubblicitaria: “Cosmico. Connesso. Catartico. Vast Asteroid.” In una parola ci piace definire il nostro stile di musica SPACEGAZE.

E che tipo di musica o band o cantautori hanno influenzato il vostro songwriting?
Per me (James, cantante e compositore principale) è sempre del tipo… Che cosa avrebbe fatto un Billy Corgan Inglese?. Usare la risposta per sviluppare una semplice canzone o un pezzo specifico potrebbe risultare sbagliato, ma ponendomi la domanda vengo catapultato in una situazione che mi rende ansioso ed eccitato allo stesso tempo oltre che curioso nel modo giusto per fare musica.
Nel complesso come band invece, adoriamo tutte la roba rockettara cinematografica degli anni 90’ – Smashing Pumpkins, Garbage, Oasis, The Verve, ma ci sono anche influenze più sottili, più “complesse” per esempio le semi sconosciute band Emo tipo i Bloomsday, dischi quasi introvabili stoner prog indie come “Now Here Is Nowhere” dei Secret Machines e “Fantastic Planet” dei Failure. Insomma, è un po’come liberare delle melodie sotto forma di animali selvaggi in un labirinto ricco di suono.

Quindi in pratica le vostre canzoni sono un po’ un mix tra vari generi come Britpop, Shoegaze, Desert Rock, Grunge stesso, però tutti legati tra loro.
Esattamente. In qualche modo è tutta una parte dello stesso ramo dell’albero. Come ho detto prima appunto ci piace chiamarlo SPACEGAZE.

Se poteste fare un disco con qualcuno nella storia della musica, chi scegliereste?
Beh qui ci sarebbero parecchie buone risposte…forse nell’ambiente dello studio durante le registrazioni dell’album “Mechanical Animals” di Marilyn Manson… a parte la situazione da icubo caotico, capiamo che quello era un luogo di concentrazione e di talento, una band perfettamente consolidata, con Corgan (ancora)che aleggiava nelle retrovie come consulente non ufficiale e Beinhorn al top della sua carriera.
La stessa band che aveva carta bianca per poter deliberatamente e in modo anticipato, andare in una direzione unica ma perfettamente naturale e completa. Anche Bowie l’ha fatto un paio di volte, ovviamente con un effetto migliore. Purtroppo quelli erano tempi diversi, e stare in studio con Eno deve aver avuto dello spaventoso, assoluto. Detto questo, siamo molto felici del lavoro svolto dal nostro produttore Andy Freeman.

Vast Asteroid: nome perfetto, veramente. Mi piace come suona così fantascientifico e misterioso allo stesso tempo. Cosa significa? Come vi è venuto in mente?
All’inizio, prima che Mimi entrasse nella band aggraziandola, ci chiamavamo ‘Night Years’. Scoprimmo in seguito che alla fine quel nome era coperto da un marchio registrato, così ci siamo ritrovati a doverne scegliere un altro. È come un po’ come nella vita, si ricomincia da capo sperando di trovare un buon rimpiazzo, qualcosa che funzioni, e in questo caso, suoni bene. Crediamo che Vast Asteroid descriva molto bene la nostra musica e la nostra atmosfera.

Il vostro omonimo debutto Vast Asteroid è anche un album autoprodotto. Io dico sempre che in questi casi la scelta è onorabile e coraggiosa, è stata una cosa voluta sin dall’inizio?
Ha tutta la dignità e finalità di una lapide omonima, non trovi? Forse potrà stupire ma la scelta era completamente prevedibile. Qui c’era questa cosa che aveva bisogno di una copertina e un nome ed era come Ok cosa comunica quello che c’è dentro a prima vista?. Insomma, c’era bisogno di qualcosa che comunicasse ciò che c’era all’interno del disco in maniera rapida e diretta. La sensazione era del tipo un chiaro atto plateale non necessita un altro atto plateale. Detto questo, siamo in contatto con una piccola etichetta che dovrebbe distribuire l’album in Vinile nei primi mesi del 2018… e c’è dell’altro che arriverà molto presto!!

E noi siamo qui ad aspettare allora!
Avete registrato al Rancho de La Luna, credo sia uno dei posti più affascinanti e suggestivi della terra e forse dove ogni band sul pianeta registrerebbe il proprio disco. Com’è stata l’esperienza? Vi piace la vita da ‘studio di registrazione’?

È stato tutto così perfetto che non volevamo più andarcene. Ma non è un parco divertimenti, è tutto molto essenziale e semplicemente ben radicato. Come stare seduti su un grosso vecchio albero, quello in cui lo spazio del tuo corpo è stato creato anno dopo anno dagli elementi e da altri corpi che si sono specializzati nello sedersi dentro agli alberi e trovare che anche tu sei un incastro perfetto… è così pacifico, confortevole e risonante. E da li è facilissimo stiracchiarsi e fare del buon lavoro, divertirsi e mescolare le due cose quando schiocca la scintilla.

David Catching è l’ospite d’onore dell’album, in particolare nel brano Spacegaze la sua chitarra impazzita risulta essere la perfetta ciliegina sulla torta. È successo tutto naturalmente? Come l’avete coinvolto?
A proposito di scintille. La traccia è totalmente improvvisata, live su nastro. Nessuna pianificazione sulla tonalità, nessuna sovra incisione o modifica e il vento, la pioggia e il rintocco delle campanelle, sono stati registrati in tempo reale sotto al portico anteriore dello studio durante la tempesta che si svolgeva all’esterno mentre registravamo. Saremmo felici di ammettere di aver avuto noi l’idea, ma in realtà fu Dave a pensarci subito dopo averci servito la cena. Quindi proprio così, quello che sentite è accaduto solo una volta, sorprendentemente. Pura magia sonora. Brrrr!!

Avete incominciato con un’idea specifica del suono in generale o è successo tutto naturalmente man mano che il lavoro procedeva?
Praticamente è successo che James ha portato una versione iniziale di “Sick” che era parecchio in stile “Stooges”. James e Mark ci hanno giocato un po’ durante gli anni ed è nato tutto così. Mimi è entrata nella band in maniera molto entusiasta portandoci verso un’atmosfera più frizzante ed esplorativa. Ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di continuare in questo verso.

Raccontateci qualche aneddoto interessante sulla registrazione dell’album…
Eravamo verso la fine della registrazione di “Encrypted” quando improvvisamente il tom di Mark gli cadde sulla gamba. Mark continuò a suonare anche se la batteria a modo suo aveva decretato la fine della canzone. Io e Mimi vedemmo l’intera scena e la canzone cadde a pezzi tra i nostri schiamazzi generali.
Tornato alla lavagna Andy Freeman, il nostro intrepido produttore ci guardò divertito e disse: “ penso la vogliate tenere”. E infatti…
Oppure quella del rappresentante di una casa di microfoni Russi, in visita allo studio con un pezzo da novanta da 3000 $ mi chiese ad un certo punto quasi scherzosamente : Vuoi usare questo?, Ooookay risposi, e infatti è proprio con quello che ho registrato “Vivid Dream”. Le cose succedono così…

Domanda di rito: programmi futuri? Live? Dobbiamo aspettare di vedervi in Italia?
Risposta di rito: seguiteci e lo scoprirete! Io non sono mai stato in Italia, mentre Mimi e Mark hanno girato il mondo in Tour. Mi farebbe molto piacere venire in Italia, infatti un Tour europeo sarebbe fantastico. Al momento stiamo lavorando per partecipare ad un grosso concerto qui a Los Angles al “The Troubadour”…

Beh vi aspettiamo a braccia aperte!Ok questa è l’ultima : avete qualcosa da dire alla gente Italiana e ai vostri fans?
Amiamo l’Italia! Evviva il Rock’n roll e speriamo di vederci nel 2018!
E’ semplicemente un piacere e privilegio poter trasmettere qualcosa da amare. Oggi nel mondo sentiamo una forte componente di incertezza e disordine, in momenti come questi la musica è molto importante perché rende la vita pregevole al di la di tutti i problemi.

Grazie per essere stati con noi, è stato un grande piacere ragazzi!
Lo stesso per noi. Amiamo la musica perché è il linguaggio internazionale.
Grazie a te e a voi di ‘Indie For Bunnies’ dai Vast AsteroidJames, Mark & Mimi.

 

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