WISHLIST: I DIECI DISCHI PIU’ ATTESI DI GENNAIO 2022

 
3 Gennaio 2022
 

Ogni mese escono valanghe di dischi. Pure troppi a volte. Starci dietro non è facile, nemmeno per noi. Così sulla nostra personale agenda ne abbiamo selezionati, in anticipo, dieci che, forse, potrebbero (nel bene o nel male) colpirci. Magari ci sbagliamo, ma la buona volonta ce l’abbiamo messa.

CAT POWER
Covers
[Domino]
Release date: 14 gennaio

Non ha mai fatto mistero, la nostra Cat Power, di amare le cover, anzi, di considerarle importanti tanto quanto i brani inediti. Questa nuova uscita, “Covers”, arriva a completare una sorta di trilogia, facendo seguito agli acclamatissimi “Jukebox” (2008) e “The Covers Record” (2000). Interamente prodotto da Cat Power, “Covers” include i brani rivisitati di Frank Ocean, Bob Seger, Lana Del Rey, Jackson Browne, Iggy Pop, The Pogues, Nick Cave, The Replacements e molti altri, e anche una nuova versione di “Hate”, brano dell’artista contenuto in “The Greatest” (2006), rinominato come “Unhate”.

ELVIS COSTELLO
The Boy Named If
[EMI]
Release date: 14 gennaio

La direzione del nuovo album di Elvis Costello e i suoi The Imposters sembra essere chiara: si ritorna al buon vecchio rock’n’roll. Lui stesso, in una nota stampa, dice: “Un nuovo album di canzoni urgenti e immediate con melodie brillanti, assoli di chitarra che pungono e un ritmo dal passo veloce“. L’attenzione e la curiosità sono sempre alte per il buon Elvis, che ultimamente sta piazzando uscite ravvicinate ma sempre dalla qualità più che buona.

THE WOMBATS
Fix Yourself, Not The World
[AWAL]
Release date: 14 gennaio

Come dicono le note stampa, il disco è stato registrato a distanza nell’ultimo anno dalle loro rispettive case, la band indie-pop di Liverpool ha lavorato duramente per produrre alcune delle musiche più accattivanti, fantasiose e lungimiranti della loro carriera fino ad oggi. Il frontman Matthew Murphy a Los Angeles, il bassista Tord Øverland Knudsen a Oslo e il batterista Dan Haggis a Londra, hanno discusso il piano di ogni giorno tramite Zoom, quindi hanno registrato separatamente, inviando file individuali ai produttori Jacknife Lee (U2, The Killers), Gabe Simon (Dua Lipa , Lana Del Rey), Paul Meaney (Twenty One Pilots, Nothing But Thieves) e Mark Crew (Bastille, Rag’n’Bone Man) per mixare le tracce finite. “E’ stata pura follia, ad essere onesti”, confessa Murph.Siamo così entusiasti che le persone ascoltino questo nuovo album! Abbiamo esplorato nuovi generi e musicalmente ci siamo spinti oltre come mai in passato. Rimarrà sempre nei nostri ricordi dei nostri altri album visto che lo abbiamo registrato in tre città diverse durante il lockdown e non eravamo tutti nella stessa stanza nello stesso momento!” dice Dan Haggis.

MILES KANE
Change the Show
[BMG]
Release date: 21 gennaio

Questo album è nato da un intenso periodo di auto-riflessione, anche grazie a tutto questo tempo libero inaspettato“, dice Miles.Ho scritto canzoni su alti e bassi della vita, sogni ad occhi aperti, veri amici e sentimenti profondi. Ho imparato a lasciare che il futuro si dispieghi da solo, rimanendo fedele a me stesso e questo ha portato a quello che mi sembra un album davvero edificante!

AURORA
The Gods We Can Touch
[Decca Records]
Release date: 21 gennaio

“The Gods We Can Touch” a quanto ci dicono le note stampa sarà un album elegante e celestiale, ma provocatorio, sulla vergogna, il desiderio e la moralità, tutti visti attraverso il prisma narrativo della mitologia greca. In ognuna delle 15 canzoni dell’album incontreremo un dio diverso. Aurora afferma: “La porta spirituale tra l’umanità e gli dei è un concetto molto complicato. Nelle mani giuste la fede può diventare la cosa più bella, che arricchisce e affascina, ma nelle mani sbagliate può diventare un faro di guerra e morte. Una cosa che mi ha sempre infastidito è l’idea che nasciamo inadeguati e, dovendo ritenerci degni, sopprimiamo le forze dentro di noi che ci rendono umani. Non perfetti, non impeccabili, semplicemente umani. Sarebbe bello se potrssimo trovare questo potere divino in noi stessi, mentre rimanendo attaccati e sedotti dalle meraviglie del mondo. La carne, il frutto e il vino. Penso che sia questo che mi intriga delle divinità greche. Gli dei del mondo antico. Perfettamente imperfetti. Quasi alla nostra portata. Dei che quasi possiamo toccare.

BORIS
W
[Sacred Bones]
Release date: 21 gennaio

Nel tentativo di sublimare l’energia negativa che ha circondato tutti nel 2020, la leggendaria band heavy rock giapponese Boris ha concentrato tutte le sue energie in modo creativo e ha prodotto l’album più estremo della sua lunga e ampiamente celebrata carriera, “NO”. Il seguito arriva con “W”, l’album di debutto della band per la Sacred Bones Records: in contrasto con i suoni estremi trovati su “NO”, questo nuovo album sussurra all’orecchio dell’ascoltatore con un tremolante suono vaporoso destinato a risvegliare le sensazioni. A quanto dicono le note stampa, “NO” e “W” si intrecciano per formare “NOW”, un duo di uscite che si rispondono a vicenda. Seguendo il loro album più duro con questo disco sensuale e languido, i Boris stanno creando un cerchio continuo di durezza e guarigione, che sembra rilevante ora più che mai.

EELS
Extreme Witchcraft
[E Works]
Release date:
28 gennaio

“Earth To Dora” era stato pubblicato nel 2020 ma, causa pandemia, non c’è stato nessun tour, così il nostro Mark si è dedicato a nuove canzoni, prodotte assieme a John Parish (PJ Harvey). Di questa collaborazione il buon Everett dice: “John Parish è una delle persone più pacifiche e gentili che io abbia mai conosciuto. Un vero gentleman. Anzi probabilmente è “la” persona più gentile che io abbia mai incontrato, ma quando è in studio si trasforma in uno scienziato pazzo. La produzione con John Parish porta a dei risultati che non otterresti con altri. Lui ha strumenti ed una mente musicale eccezionale. Probabilmente la sua estrema gentilezza è la sua tecnica per tenere a bada Mr Hyde quando non si trova in laboratorio.” Avrà dato frutti ottimali questa collaborazione? Noi lo speriamo…

PAUL DRAPER
Cult Leader Tactics
[Kscope]
Release date:
28 gennaio

“Cult Leader Tactics”, come dicono le note stampa, descrive in modo dettagliato come arrivare al top nel lavoro o come andare avanti nella vita in generale e negli affari di cuore, agendo in modo machiavellico e impiegando sporchi trucchi.
L’album è composto da estratti di un manuale fittizio per primeggiare, in questo modo poco ortodosso. Dopo aver sperimentato questi tipi di comportamenti e temi umani, l’album arriva alla conclusione che l’unica vera risposta nella vita è l’amore. Paul Draper suona la maggior parte degli strumenti sulle 11 tracce di “Cult Leader Tactics”, tra cui chitarre, drum machine e sintetizzatori, in un album prodotto con il collaboratore di lunga data Paul, ‘P-Dub’ Walton (Bjork, The Cure, Massive Attack), al Paul’s Kitchen Studio e ai Loft Studios di quest’ultimo.

BEIRUT
Artifacts
[Pompeii]
Release date:
28 gennaio

“Artifacts” è una compilation di 26 tracce pescate tra i primissimi lavori, EP e B-side della band. Il nuovo doppio album arriverà in digitale il 10 gennaio e fisicamente il 4 marzo tramite la Pompeii Records del frontman Zach Condon. “Quando è arrivata la decisione di pubblicare questa raccolta, mi sono ritrovato a scavare negli hard disk alla ricerca di qualcosa in più da aggiungere alla compilation“, ha detto Condon della compilation, che include registrazioni molto vecchie, con addirittura 17 canzoni inedite. Ha aggiunto: “Quello che è iniziato come un paio di tracce inedite dai miei anni di registrazione iniziali è cresciuto rapidamente in una raccolta di musica dal mio passato e un progetto più grande di remix e rimasterizzazione di tutto ciò che ho trovato discreto“.

PINEGROVE
11:11
[Rough Trade Records]
Release date: 28 gennaio

Registrato tra i Levon Helm Studios di Woodstock, NY e The Building di Marlboro, NY, il disco è stato prodotto dal frontman Evan Stephens Hall e dal chitarrista Sam Skinner, mentre l’ex Death Cab For Cutie Chris Walla si è occupato del mixing. “Chiamare il disco “11:11″ dovrebbe essere una dichiarazione rincuorante, anche se c’è certamente una gamma di emozioni in tutto l’album”, ha detto Hall. “C’è molto per cui essere arrabbiati in questo momento e molto dolore da metabolizzare. Ma speriamo che le note più forti siano di unità, collettività e comunità. Voglio aprire uno spazio in cui la gente possa sentire tutte queste cose”.

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