Difficilmente, se penso al Britpop, mi viene in mente qualcosa di così divertente. Giusto il primo dei Supergrass o certe delizie targate Dodgy, ma qui davvero il combo ‘melodia+freschezza’ tocca apici non da poco.

I Silver Sun, capitanati da James Broad, che ci ha lasciato 2 anni fa, erano power-pop all’ennesima potenza. Già noti come Sun i nostri arrivavano al disco di debutto con un nome leggermente diverso e il buon Nigel Godrich ai posti di comando come produttore. La stampa li teneva sott’occhio, ma c’è da dire che non fu mai completamente schierata a favore dei ragazzi.

Se c’è una parola che potrei usare per loro, beh, non può che essere “spensierati”. Questo gustoso incrocio tra Weezer e Beach Boys (cosa che in UK all’epoca paraticamente nessuno faceva) era tutto un susseguirsi di armonie vocali solari e californiane (come gli Wilson insegnano) e chitarre belle pimpanti, incalzanti e accattivanti, pronte a sfornare ritornelloni da canticchiare senza sosta. Tutto qui.

Non grido al miracolo, ci mancherebbe altro. I singoli sono tutti micidiali (“Lava” su tutti), ma poi il disco, sopratutto nella seconda parte tende un po’ a perdere in brillantezza, e forse ci sono fin troppe canzoni, ma, ripeto, per qualcosa di godibile e senza pretese e sopratutto se amate il power-pop, beh, “Silver Sun” è il disco che fa per voi.

Pubblicazione: 12 maggio 1997
Genere: Power pop
Lunghezza: 42:47
Label: Polydor
Produttore: Nigel Godrich/Silver Sun

Tracklist:

Test
Golden Skin
Dumb
Julia
Far Out
Last Day
Service
Yellow Light
Lava
2 Digits
This ‘n’ That
Wonderful
Bad Haircut
Nobody
Animals Feet