Sophie dal freddo Canada e Javier dalla calda Spagna: il loro incrocio musicale ha dato vita ai Sophie and Me che trovano spazio nella nostra rubrica dopo un buon numero di uscite. Questa devo dire che mi ha colpito ed emozionato particolarmente e ho voluto dedicare un po’ di tempo al duo, parlando di “Background Music For A Road Trip”.

La band ha spesso variato il suo suono in passato, pensiamo a un disco come “A Day In Manchester” che parte proprio dal “Madchester sound” classico della città inglese come punto di partenza o lo stesso “Our Last Chance To Dance”, che mette in luce momenti più emotivi ad altri ben più sbarazzini, passando anche per frangenti shoegaze. In questa nuova uscita la band lavora molto su brani che sprigionano un grandissimo impatto evocativo. Prendiamo “All We Have Left” con questo crescendo che praticamente fa partire la canzone al secondo minuto, per dare completamente spazio alla voce di Sophie, mentre poi il finale è tutto di Javier e le sue tastiere. Paradiso puro.

Il piglio pop rimane (“Stay” ad esempio o “Bright Eyes”), così come certi momenti in cui l’atmosfera si fa quasi shoegaze (“She’s Gone”), ma il tutto mi pare magistralmente avvolto da un fascino che prima mancava. C’è più attenzione alle emozioni, più maturità mi verrebbe da dire. Una canzone come “Hotel Native” è veramente emblematica…la parte strumentale lasciata libera, poi l’arrivo di Sophie in modo misurato prima di quel ritornello dolcissimo. Mai la band è stata così a fuoco e sensibile, non hanno fretta di concludere, si lasciano andare e non sono mai stati così invitanti. Ecco quindi una canzone dai toni bassi e autunnali come “All I Need To Know”, giocata sull’ennesimo crescendo, perché non c’è la necessità di concludere presto questo climax, ma anzi, il bello sta proprio nel creare l’attesa e noi ne siamo ammaliati.

La migliore uscita targata Sophie And Me.

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Sophie And Me: Bandcamp