Si preannuncia un periodo interessante per gli Unwed Sailor, giunti ormai al decimo album, degno successore di “Underwater Over There” uscito l’anno scorso. La loro intera discografia verrà infatti ristampata dall’etichetta Current Taste nel corso del 2026. Motivi più che validi per parlare della band di Tulsa, molto apprezzata ma ancora non sufficientemente nota nonostante i ventisei anni di carriera.

Nati come progetto parallelo di Johnathon Ford bassista di Damien Jurado, Pedro the Lion e Early Day Miners qui accompagnato da Matthew Putman alla batteria e David Swatzell alle chitarre hanno sempre proposto un post rock prevalentemente strumentale che col tempo si è fatto più grintoso senza perdere un lato sognante.
“Cruel Entertainment” è una riflessione amara sulle difficoltà del mestiere di musicista, dovendo svolgere contemporaneamente i ruoli di manager, road manager e compositore. Rabbia evidente nei riff del singolo “Rock Candy” che tra distorsione e melodia riporta agli anni novanta, periodo d’oro dell’alt – rock, mentre “Slab City” non sfigurerebbe nel catalogo della Dischord.
Ritmata e tenace “Monster Collecting”, bello il basso che punteggia “ Soft Copy” che tra chitarre ai limiti del dream pop e batteria regala momenti suggestivi. “Love Zoo” si apre a melodie dolcemente psichedeliche, graffiante e melodiosa “BODYMOD”, “Monty Donahue”è il brano dall’arrangiamento più complesso e strutturato. Imponente “Sad Help” con un approccio aggressivamente armonico, altrettanto riuscito il finale affidato alla title track, vibrante cavalcata con le chitarre sempre protagoniste.
Un disco assolutamente vitale e mai domo quello degli Unwed Sailor che nonostante le difficoltà continuano ad essere incisivi e trascinanti. Professionalità, competenza, talento, non mancano di certo a una band che i fan di Explosions in the Sky e American Football dovrebbero ascoltare con attenzione, sperando che prima o poi arrivi l’attenzione di un pubblico più ampio.













