I Ciel sono composti dalla cantante olandese Michelle Hindriks e dal batterista Tim Spencer. Il loro suono è una miscela di new-wave, dark e post-punk con azzeccate incursioni nell’indie-rock e nel gothic.

Credit: Ryan Deag

“Call Me Silent” è un disco che ha il suo punto di forza in un’ottima produzione. I suoni sono estremamente curati, profondi, mai banali seppure l’ambito in cui si muovono i Ciel non si può certo definire sperimentale.
I brani fluttuano tra distorsioni, riverberi, timbri scuri e densi. Si danza sempre sul confine tra la leggerezza, la luce della voce di Michelle e le ombre, il peso delle sonorità.

La title-track ci regala subito un dark-wave vellutato, delicato ma efficace. In questo tutta la produzione ha fatto un gran lavoro, basato sui suoni e le voci che nuotano tra i riverberi. Come suggerisce il titolo, tutto è sommerso, silente. “Won’t Obey” è carica di tensione e di strappi. Deliziosa “Thinking Of You”, addolcita con un retrogusto indie-rock davvero ben calibrato. “Hear Me Out” sta tra new-wave e post-punk, un po’ angelica e un po’ sotterranea. Pezzo stupendo. “Will I Ever Feel Again” è la parte più gotica del disco. “Stay Along/Sail On” è un’altra piccola delizia indie-rock sommersa. “Hold Onto You” esplora il lato romantico e sognante della band. Sintetizzatori come polvere di stelle, voce come zucchero filato, una batteria decadente come una foto in bianco e nero. “Swallowing Your Pride” è puro dark e new-wave. Funziona e ha buon gusto. “In Your Heart Again” si fa distorta, ammaliante, oscura. Un pezzo new-wave suonato in qualche scantinato ad Istanbul. Stessa atmosfera oscura per “Cruel” che riprende il gotico di “Will I Ever Feel Again” e lo rende più epico.

L’album d’esordio dei Ciel è molto piacevole da ascoltare e questa, alla fine, è l’unica cosa che conta. Se in futuro oseranno di più tanto meglio ma partiamo già da un’ottima base. Per gli amanti dei generi dark-wave e new-wave, uno dei battesimi più interessanti del 2025.