La seconda stagione, uscita quest’anno, mi sa che sia un oggetto seriale completamente sconosciuto alle latitudini di chi mi legge e quindi vale la pena parlarne più diffusamente. Anche perchè si tratta della migliore serie musicale da eoni. Se poi vi piacciono techno, house e dintorni è proprio pane per i vostri denti.

La serie segue le gesta di un Dj spagnolo di fantasia chiamato Marc Ribò, che attraversa due decadi di clubbing tra Valencia (nella prima stagione) e Ibiza (seconda stagione). Prima di tutto va detto che entrambe le scene vengono riprodotte con grande accuratezza e con la giusta dose di nostalgia, insomma in maniera da incarnare bene il momentum, che la colonna sonora è da sturbo e che anche le apparizioni di personaggi reali (Carlone Cox, un antipaticissimo Paul Oakenfold, per fare due esempi) sono assolutamente centrate.

Però a fare de “La ruta” davvero un grandissimo prodotto sono altre due cose. La maniera in cui le emozionanti vicende personali dei protagonisti vengono inserite nei contesti storici e quella in cui i fatti vengono narrati.

La prima stagione comincia infatti con Ribò intento a lasciare Valencia, una scena ormai al tramonto, per volare verso Ibiza, il futuro. E quindi ogni episodio và un anno indietro, fino a raggiungere un’alba colorata di sogni e senza confini di genere. La Ibiza che però Ribò trova nella seconda stagione è tutt’altro che pura. I “guiri” e i dollaroni l’hanno ormai corrotta e quindi la scelta degli sceneggiatori questa volta è di procedere in ordine cronologico, ma di intervallare alle vicende di Marc quelle dei suoi genitori, arrivati sull’isola trent’anni prima, quando davvero era una terra di nessuno, popolata tanto da hippie quanto da spudorati costruttori di hotel – per disvelare quindi la genesi di questa corruzione.

Poi si potrebbe dire che per varie ragioni la seconda stagione è inferiore alla prima, ciò non toglie che è estremamente interessante e che l’ultima puntata chiude il cerchio in maniera davvero apprezzabile e coraggiosa. A partire da uno sfasatissimo e fighissimo Alex Monner, il cast e’ eccezionale, ec-ce-zio-na-le.