banner

FLEET FOXES
Helplessness Blues

9 maggio 2011

TAGS:

Chiudere gli occhi. Lasciarsi avvolgere dal suono genuino, dal calore della voce e dalla leggerezza dei cori che riempiono questi 55 minuti.
La musica dei Fleet Foxes ha un non so che di terapeutico. Si, forse la consiglierei a qualsiasi psicoqualcosa come rimedio naturale allo stress da città, a ansie da relazione, da prestazione e fate voi per quale altro scopo.

Ascoltare i Fleet Foxes equivale a catapultarsi nel bel mezzo di una foresta, isolarsi dalla società moderna, dal consumismo, dalle televisioni, pubblicità e tutte queste cose talmente moderne che finisco per farti odiare tutto ciò che c’è di bello nella modernità (sempre ce ne sia).
Modernità, tuttavia, è una parola che pare non esista nel vocabolario dei sei di Seattle. Ed è per questo che piacciono. La loro genuità ti fa assaporare decenni lontani, passati e irripetibili. Non solo quelli degli anni sessanta. Ascoltando i Fleet Foxes torni ad assaporare la bellezza di tempi lontanissimi, del lavorare la terra, dell’allevare bestie, di ballare per le strade, di vestirti di quattro stracci fatti in casa. Si, la loro musica è questo: è la genuità. Niente virtuosismi, niente di altamente tecnologico. Solo i vecchi strumenti: chitarra acustica, batteria, tastiera, percussioni e voci e cori che rivestono il tutto.

Tre anni fa le ‘volpi’ di Seattle avevano fatto brillare gli occhi ai nostalgici freakettoni che negli anni sessanta se la spassavano con i vari Crosby&Stills&Nash&Young e avevano aperto la strada ad una nuova ondata di newfolk (di li a poco sarebbero sbucati fuori come funghi i vari Mumford & Sons, Bon Iver, Local Natives…).

In “Helplessness Blues”, successore dell’omonimo Fleet Foxes, tuttavia le novità sonore sono poche, le più importanti delle quali l’ingresso in famiglia di Morgan Henderson (polistrumentista, ex Blood Brothers e Past Lives) che contribuisce a rendere gli arrangiamenti più sofisticati (gli 8 minuti di “The Shrine / An Argument”, la perla del disco, ne sono la prova) e la maggiore “profondità” compositiva dei testi del songwriter Pecknold. Testi più personali ed esistenzialisti (what’s my name?/what’s my station?/oh, just tell me what i should do… in “Montezuma” o Why in the night sky are the lights on?/Why is the earth moving round the sun?Why is life made only for to end? In “Blue Spotted Tail”) rispetto a quelli fiabeschi che caratterizzavano l’album di debutto (che anche qui tuttavia non mancano, vedi “Sim Sala Bim”).

I Fleet Foxes riprendono da dove avevano lasciato, da quel folk barocco ricoperto di canti e melodie ancestrali che avevano coronato il loro successo. I detrattori saranno pronti ad accusare le ‘volpi’ di scarso coraggio per la sperimentazione e di scarsa propensione all’innovazione. A me viene solo da dire che il combo di Seattle è qualcosa di sprecato per questi tempi e che dovremmo ritenerci fortunati di aver potuto vivere per 55 minuti in una dimensione extratemporale.

p.s.Ho scritto questa recensione con il disco Crosby&Nash di sottofondo, perchè infondo i grandi restano i GRANDI!

Cover Album
Helplessness Blues
[ Sub Pop - 2011 ]
Similar Artist: Graham Nash su tutti!!
Rating:
1. Montezuma
2. Bedouin Dress
3. Sim Sala Bim
4. Battery Kinzie
5. The Plains / Bitter Dancer
6. Helplessness Blues
7. The Cascades
8. Lorelai
9. Someone You’d Admire
10. The Shrine / An Argument
11. Blue Spotted Tail
12. Grown Ocean

Ascolta “Helplessness Blues”

 

Articoli Correlati:

5 commenti »

Ultime recensioni

Hold It In

MELVINS
Hold It In

I Melvins sono il passato, il presente ed il futuro della musica. (Kurt Cobain).…

Technical XTC

DRACULA LEWIS
Technical XTC

Anche se si è ormai perso quel gusto iniziale per il mistero e l’ambiguità…

Backspace Unwind

LAMB
Backspace Unwind

Mi trovo un poco in soggezione a parlare degli inglesi Lamb: il duo mancuniano…

Surfin’ Gaza

OMOSUMO
Surfin’ Gaza

È un disco ambizioso questo esordio dei siciliani Omosumo (Angelo Sicurella, Roberto Cammarata e…

Butterfly Effect

…A TOYS ORCHESTRA
Butterfly Effect

Una delle variabili più importanti da prendere in considerazione nel giudicare un disco è…

The Hum

HOOKWORMS
The Hum

La prima domanda che ci viene prendendo in mano il cd di questi Hookworms…

Joined Ends

DORIAN CONCEPT
Joined Ends

Passato anche recentemente in Italia, al trionfale RoBOt 07 dove è stato, con il…

Wonder Where We Land

SBTRKT
Wonder Where We Land

Dopo tre lunghi anni di attesa SBTRKT torna sulla scena con un album che…