DEATH CAB FOR CUTIE
Codes And Keys
Genere: indie pop
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Nulla, niente, vuoto, sterile, inutile, privo di idee, inconsistente, molle, impalpabile, debole, fiacco, noioso, lagnoso, insopportabile, fastidioso, soporifero, insulso, una minestra che si era troppo stanchi per riscaldare come si deve. Ecco, l’ultimo disco dei Death Cab For Cutie, “Codes And Keys”, è così.
È qualcosa di cui non si ha nemmeno voglia di parlare, figuriamoci di ascoltare. Senza il più piccolo appiglio a cui aggrapparsi per iniziare a trovare qualcosa di buono che possa salvarlo. Le melodie e i suoni più scontati del mondo mascherati da una presunta voglia di tornare alle atmosfere di “Transatlanticism”.
Ma il risultato è, in realtà, una proiezione sbiadita e sbilenca di “Narrow Stairs”, dove anche “You Are A Tourist”, che al momento dell’uscita sembrava carina, diventa inaffrontabile: a metà della canzone, vista l’impossibilità di pregare Ben Gibbard di smetterla, è consigliabile fare una pausa. Purtroppo, una volta ripreso l’ascolto, le cose non cambiano. Testi che mettono insieme parole a caso nella speranza che qualcuno trovi un significato profondo, tante tastiere e poche chitarre, nessuno spunto interessante, tanta noia, la voglia di non doversi mai più rapportare con questo disco e l’irrefrenabile desiderio di prendere “Transatlanticism” e ascoltarlo fingendo che tutto questo non sia mai successo.
Per placare la delusione che c’è in me, mi piace pensare che “Codes And Keys” sia solo il disco di una scadente tribute band dei Death Cab For Cutie, o che, come era successo, a tanti in occasione dell’uscita di “Narrow Stairs”, io stia semplicemente ascoltando il disco sbagliato.
2. Codes And Keys
3. Some Boys
4. Doors Unlocked And Open
5. You Are A Tourist
6. Unobstructed Views
7. Monday Morning
8. Portable Television
9. Underneath The Sycamore
10. St Peter’s Cathedral
11. Stay Young, Go Dancing
Ascolta “Home Is A Fire”
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10 giugno 2011 @ 13:03
ma và, un bel disco concreto invece.
10 giugno 2011 @ 13:33
io lo trovo fiacco, molto fiacco. L’ho ascoltato più volte e proprio non funziona
10 giugno 2011 @ 14:50
una recensione piena di tristezza. come quelle entusiastiche, andebbero forse — mediate, con un’altra più neutrale. Comunque brutto album
11 giugno 2011 @ 10:42
Bel pezzo, però voi di Indie For Bunnies che incensate Lady Gaga e stroncate i Death Cab For Cutie e I Cani siete i soliti indie snob.
14 giugno 2011 @ 11:20
Bello. Complimenti. Sembra una recensione di Pitchfork. Saccente, senza nessuno spunto critico dai, priva pure di un minimo di quell’arguzia che potrebbe dare un senso polemico o critico. Vacua quasi all’nverosimile. Consigli a cambiare mestiere, poca voglia di vivere, lagnoso, soporifero, insulso e via con una spalmata di qualunquismo a 360 gradi, bla,bla bla. Quando non si ha niente da dire è meglio stare zitti lo sappiamo tutti.
Capito su questo sito saltuariamente ma devo dire che a suo tempo invece ci venivo regolarmente. Un consiglio spassionato a chi, se esiste, ha in mano le redini di questo portale. Perchè non scegliete un po meglio i vostri collaboratori? perchè non scegliete un po meglio anche i dischi (non mi riferisco a questo in particolare) ma è evidente che non c’è una linea editoriale. Sarà pure un hobby scrivere recensioni, ma negli hobby in genere ci si mette anche più passione e professionalità che nel lavoro. Invece a me qui sembra tutto molto allo sbando. 10 buone recensioni annegate in 50 arraffazzonate come questa. E avrete l’ennesima Mag che se capita da queste parti è sempre per caso o per sbaglio. Sarà che siete alternativi e non ve ne frega niente, ma allora scrivetevele tra di voi direttamente se non lo fate con l’idea di comunicare con l’esterno.
A parte ciò Codes and Keys è un buon disco se lo volete ascoltare come un buon pop intelligente. Il sound è quello classico che ha reso famosa la band, i testi un po naif a ritronelli circolari come Gibbard ha sempre scritto. Non è un capolavoro, cercarne uno nella discografia dei DCFC sarebbe anche inutile. Qualità troppo pretenziosa per una band che del minimalismo ha sempre fatto una vocazione. Paragoni con Transatlanticism non hanno senso, roba di quasi dieci anni fà, altri tempi, altri contesti.
E concludo con un minimo di rispetto anche per i lettori. Assodato che le maggioranze sono sempre silenziose e mi rimane la sensazione quindi di parlare anche a nome di altri: non siamo completamente deficienti. Fateci trovare qualcosa di più intelligente da leggere, se siete/siamo tanto alternativi e intelligenti da cercare musica fuori dal trito mainstream..non sarà anche il caso di proporre delle recensioni vagamente più dignitose e strutturate? perchè questa la potete riciclare per qualsiasi disco che non vi sia piaciuto, basta cambiare nome della band, album e cantate. Qualunquismo? no grazie. Senno torniamo a lady gaga e shakira, almeno il cervello lo lasciamo spento da subito.
14 giugno 2011 @ 15:13
concordo con mag. Le recensioni sono troppe e lo staff troppo corto, quasi sempre gli stessi nomi e le reviews ne risentono. Ma non si può mandare nessuna recensione al loro indirizzo email, tanto non vieni calcolato, neanche una risposta. E questo è quanto. Adesso faranno gli offesi, fa parte del gioco da circoletto privato delle zitelle che non fa entrare nessuno per paura che gli offenda il loro libro preferito, quella cagata di Guerra e pace.
14 giugno 2011 @ 15:43
caro damiano ovvero colui che si firmava con il nickname merdina, per mesi hai insultato (anche pensantemente) i lettori e chi scrive per questa webzine. A causa del tuo atteggiamento volutamente provocatorio da adolescente frustrato siamo stati costretti ad inserire la moderazione ai commenti per evitare che la sezione diventasse la sceneggiatura di un vacanze di natale qualsiasi. Diciamo allora che le tue opinioni in merito alla discussione lanciata da mag lasciano decisamente il tempo che trovano. E poi dai, il pianto “io mando le recensioni e voi non le pubblicate” è abbastanza patetico…. impara a trattare le persone con rispetto e soprattutto a raccontare tutta la versione dei fatti.
UN PS GRANDE COME UNA CASA: se ci riesci formula una risposta sensata che non contenga parolacce o bestemmie di ogni genere, la moderazione ai commenti c’è ancora, poi non mi venire a dire “fascista non pubblichi i miei commenti…”
14 giugno 2011 @ 17:05
Risulta veramente difficile capire gente come “mag” e “damiano” aka “merdina”, cosa li spinge a dare giudizi sommari direttamente sulle persone o ancora meglio insultarle. Quanta frustrazione ci possa essere, quanto tempo da perdere dietro parole così pesanti e del tutto scollegate dalla realtà. Io non difendo la recensione o chi l’ha scritta nel particolare ma più in generale la decenza, quella che permette di dire la propria opinione dato che viene concesso (cosa che altri si guardano bene dal fare) ma che allo stesso tempo suggerirebbe un minimo di pudore. Inutile straparlare di linee editoriali e scelte da fare e non fare quando in realtà si vuole soltanto accreditare il proprio ego. Poi se è vero che qualcuno commenta scrivendo parolacce e bestemmie mi viene solo da compatirlo perché vuol dire che ha ben pochi argomenti per farsi notare. E gira gira si torna a parlare di decenza.
14 giugno 2011 @ 17:51
Il fatto è che noi siamo apertissimi alle critiche e ai suggerimenti, proprio perché siamo qui per una passione che, si presuppone, condividiamo anche con i nostri lettori. Ci può anche stare che una recensione provochi disaccordo o pareri negativi. Ciò che avvilisce è il tono sempre polemico di chi critica. Sempre pronti ad insultare, sparare sentenze su chi scrive e sulla redazione tutta. Un livore preoccupante che denota una frustrazione inspiegabile. A Cristina il disco non è piaciuto, nemmeno a molti di noi. Sentenziare cose come “A parte ciò Codes and Keys è un buon disco se lo volete ascoltare come un buon pop intelligente” è una tua opinione, rispettabilissima, ma non necessariamente condivisibile. Esattamente come la recensione. Anche tu caro Mag hai sentenziato che il disco è bello, lo hai fatto come se fosse un dato oggettivo, hai peccato di presunzione a mio avviso. Review is an opinion. ricordatelo. e se dovete criticarlo, fatelo in modo costruttivo, civile, anche appassionato. Ma non sparate sentenze sulle persone, è davvero triste da leggere.
14 giugno 2011 @ 18:34
Yeah. così è facile. Anzi: Significa uscire da trionfatori. Complimenti. – P.S. – Se non volevi essere chiamato fastisctello, alex”moloko” – avresti dovuto lasciare stare così com’erano tutti i commenti, non solo quest’ultimo che ti ha lasciato libero di sparare a porta vuota. Anyway, mai bestemmiato, non è una cosa che uso fare – 2) La rabbia sta nel vedere trattare musica adorando se stessi come unico scopo. in quanto all’adolescente frustato, certo, sono impaurito, certo sono pieno di problemi senza dubbio, ma io credo che lei sia l’anticristo.
14 giugno 2011 @ 21:33
Mado’, ma ’ste discussioni hanno dell’incredibile, ancor di più dopo una giornata di lavoro.
Libertà vuol dire avere uno spazio per dire la propria: fatevelo, costruitevelo, urlater quello che volete. Siamo liberi, viviamo in libertà, LO POTETE FARE. FATELO.
Ma non pretendete che siano gli altri a dovervi includere per forza.
15 giugno 2011 @ 08:27
è esattamente quello che ho pensato io leggendole.
Più che altro, qui ad Indie for Bunnies abbiamo i recensori dei recensori che scrivono commenti lunghi come trattati in caso di:
- stroncature al proprio gruppo favorito,
- recensione non gradita
- artista non gradito
sparando sentenze, slogan scontati da corteo altermondista e/o addirittura arrogandosi il diritto di parlare a nome della maggioranza silenziosa che non commenta mai ma legge il sito (e chi siamo noi di Indie For Bunnies, la DC dei tempi d’oro? Abbiamo una maggioranza silenziosa che non parla mai ma ci sostiene quando si reca alle urne per votare?). Fantastico.
Più che altro, mi piacerebbe saper da chi ultimamente scrive che queste non sono recensioni cosa sono le recensioni e come deve essere una recensione per essere considerata tale. Spiegatemelo perché sono molto curioso di saperlo.
15 giugno 2011 @ 10:05
Sinceramente non capisco di cosa parlino la metà dei commenti a cominciare da Gianluca che mi include tra persone che insultano. Ho criticato gli intoccabili evidentemente, ma continuo a non vedere dove sono gli insulti. Bene. Dovrei cominciare a farlo ora evidentemente visto che l’unico che dispensa sommari giudizi sugli altri sei tu.
Ho semplicemente fatto una critica ad una recensione e al sito in generale. Non sapevo non si potesse. Anche una critica costruita che piaccia o meno nei modi o contenuti altrimenti mi sarei limitata a scrivere “fate schifo”. Ma siccome a quanto pare c’è “certa gente” tanto per usare la stessa terminologia, che a priori vuole sentirsi vittima e martire mi viene da chiedermi che senso ha aprire ad una discussione un sito con un formato blog, quando poi non si ha intenzione di discutere di alcunchè. Sarà anche in questo una svista nella linea editoriale? Fate come Pitchfork e togliete i commenti e vi sentirete indubbiamente più autogratificati e magari più tranquilli.
Nella mia breve opinione sul disco in questione sinceramente continuo a non vedere la pretenziosità che Sachiel mi vuole addossare. Io ho criticato la recensione e ne ho spiegato i motivi, mai neppure nominata chi l’ha scritta o il fatto che il disco è incontrovertibilmente il più grande capolavoro di tutti i tempi. E’ il massimo della costruttività che riesco ad elaborare. Sarebbe stato bello trovarne una briciola anche nella recensione che invece è una lista di sommari aggettivi negativi che neppure in un passaggio si intrecciano con una considerazione sul disco. E lo dico proprio a Sachiel che una recensione negativa ma articolata e informativa l’ha scritta proprio recentemente su Jesse Sykes. Questa invece continua a non dire nulla anche odiassi i DCFC non troverei nulla che mi dice come è questo album..mi toccherebbe andare a scaricarlo comunque.
Di livore o frustrazione nel mio intervento non ne ce n’era e continuo a non provarne alcuno. Rileggetevi la recensione piuttosto. Se poi non la trovate qualunquista e generica provate come ho detto a cambiare nomi della band e del cantante con quella di qualche altro gruppo che vi sta sul cavolo e se non altro scoprirete che per ogni disco che non vi piace avete già una recensione pronta da qui ai prossimi 30 anni.
Il fatto che ho scritto di “avere la sensazione” di parlare anche per una eventuale maggioranza silenziosa a qualcuno è sembrato un fatto molto arrogante. A me continua a sembrare più che altro un fatto puramente statistico. Ma vabbè, non posso scusarmi per avere delle sensazioni. O devo pensare che nella megalomania di qualcuno di voi il fatto di avere migliaia di lettori e solo una manciata di commenti significhi che tra chi non parla c’è solo gente che vi ama incondizionatamente…
Accento Svedese addirittura è seccato dal fatto che i commenti alla recensioni sono troppo spesso a suo dire di critica. Questa la trovo perdino buffa. Non so che dirti. Non voglio parlare di immaturità perchè poi già lo vedo di nuovo sarei accusata di sentenziare. Io però al posto tuo qualche domanda me la porrei visto che piaccia o meno se questo è una parte del feedback che ricevete dai lettori qualche motivo dovrà pur esserci. Sicuri sicuri che chi tace acconsente e chi parla sbaglia? Soprattutto perchè un sito esiste in funzione dei lettori. Ma forse sono io che sono troppo autocritica. Se voi non sbagliate mai meglio così.
Non escluderei neppure che viviate in un mondo di idioti dove solo voi illuminati siete in grado di diffondere il verbo che le masse ignoranti osano criticare. Esiste una probabilità anche in questo caso chissà. Certo verrebbe da chiedersi a quale pro dispensare simili perle ai porci allora. Evangelizzazione forse?
Rimango con la sensazione che la maggior parte delle reazioni al mio commento mi sembrano un tantinello eccessive.
E confermo comunque che una recensione del genere che il disco faccia schifo o meno per me rimane inaccettabile. Nel tono, modi e soprattutto nella (mancanza) di contenuti inerenti all’album…dalla prima riga fino a quel similiar artist “qualsiasi cosa che vi tolga la voglia di vivere”. Cosa significa? state parlando di musica o è il diario di una bambina di terza media? Mi dispiace davvero. Ma non credo che nessuno di voi sia oggettivamente onesto nel voler difendere a spada tratta uno scritto così mediocre e sommario. E questa è la cosa più avvilente. Siete una casta e sbagliate. Credo che dovreste porvi al livello di chi vi legge se volete avere una credibilità e un rapporto spontaneo con quello che raccontate della musica. Altrimenti abbiamo un’altro Pitchfork che dall’alto indottrina le masse.
Non perchè è un opinione personale allora non deve avere un minimo decoro formale e di contenuti. Mi dispiace. Su questo non mi sento neppure di discutere. Altrimenti avrei commentato anche io con un ” la recensione fa schifo e il sito fa cagare”. Non l’ho fatto. Ho semplicemente dato un opinione anche strutturata. Se poi la maggior parte di voi ci vuole automaticamente leggere insulti rabbia e frustrazione..beh non so che dirvi. Io un esame di coscienza me lo farei. Poi fate voi.
Non vi aspettate le mie scuse per aver espresso un opinione coerente.
15 giugno 2011 @ 10:51
mag ha detto tutto. Complimenti al suo esprimersi coerente e preciso. Io sono più spoglio di natura e continuo a chiedere a alexmoloko di commentare di nuovo per rettificare la sua falsa affermazione sulle bestemmie, cosa che non ho mai fatto – e non uso fare nella vita di tutti i giorni. O sarò costretto a prendere provvedimenti più drastici, dato che sono stato tirato in ballo chiaramente in maniera volgare, giusto per tirare merda a chi la pensa in maniera diversa, un’idea non indottrinata sulla vanità di chi si diletta – non tutti (leggasi l’ottima recensione fatta per il disco EMA di quest’oggi) – ad adorare il proprio scrivere di musica senza un minimo di passione, riducendolo a uno sterile ammasso di recensioni messe su a pile, come se il numero di rec scritte rispetto a qualsiasi altra webzine elevi il sito a chissà cosa. (ps. ripeto, alexmoloko deve raddrizzare la sua falsa affermazione) .
15 giugno 2011 @ 11:13
“Bello. Complimenti. Sembra una recensione di Pitchfork. Saccente, senza nessuno spunto critico dai, priva pure di un minimo di quell’arguzia che potrebbe dare un senso polemico o critico. Vacua quasi all’nverosimile. Consigli a cambiare mestiere, poca voglia di vivere, lagnoso, soporifero, insulso e via con una spalmata di qualunquismo a 360 gradi, bla,bla bla. Quando non si ha niente da dire è meglio stare zitti lo sappiamo tutti.
Capito su questo sito saltuariamente ma devo dire che a suo tempo invece ci venivo regolarmente. Un consiglio spassionato a chi, se esiste, ha in mano le redini di questo portale. Perchè non scegliete un po meglio i vostri collaboratori?”
Questo io lo chiamo giudizio sommario e poi ammetto di essere stato maggiormente colpito da damiano che almeno ha il dono della sintesi mentre tu mag scrivi delle pisciate lunghissime che annoiano prima di innervosire. Ci fosse una volta che le discussioni si accendano sui generi, sulla musica, sulla cultura (chiedo scusa per la parolaccia e preciso che non intendo dire che questo sito faccia cultura, che non si sa mai), no qua si parla di scrittura e non mi pare che ci siano accademici della Crusca. Si giudica l’intelligenza di questo e quello (molto di moda). Purtroppo so che le mie parole finiranno nel vento perché credi di aver dato un giudizio strutturato e di aver scritto in breve, è evidente che qui qualcuno vive su Marte. Sono di certo io.
Fosse per me i commenti non verrebbero pubblicati e non perché ho paura di chissà chi o cosa (infatti di fianco alla firma aggiungerei la mia mail personale) ma semplicemente perché è lapalissiano che ne è fallito l’intento ovvero quello di creare un dialogo costruttivo tra simili. Perché chi scrive non sta su nessun piedistallo.
15 giugno 2011 @ 12:16
damiano mi dispiace di aver toccato la tua sensibilità di timorato di DIO. Non hai mai bestemmiato? Ok, allora ti ho attribuito cose non vere e me ne scuso (ti assicuro però che ne ho dovute cancellare parecchie, molte uscite proprio nel periodo in cui avevi, anche cambiando nickname, deciso di trasformare le nostre sezioni commenti in una versione truce di uomini e donne…da qui probabilmente lo scambio di persona…). Per quanto mi riguarda la sostanza nei tuoi riguardi cambia poco però. Da tempo ormani non sei più credibile. Non sei credibile quando muovi critiche al sito, quando esalti la mag di turno perché, magari con motivazioni più sincere delle tue, ci ‘bacchetta’, quando, siccome non pubblichiamo le tue recensione (dopo tutto il veleno nei nostri confronti cosa ti aspettavi scusa?) ti lamenti che da queste parti non si parla di novità, di ‘roba ciovane’, e siamo tutti una massa di sfigati interessati solo a fare numero di articoli e ad inquinare la musica di qualita’ ect…. Sei la prova lampante che l’esperimento di avere una sezione commenti aperta a tutti non solo rappresenta una occasione mancata ma è anche un grosso fallimento. Sposo in totale la linea di Gianluca ci piacerebbe discutere di musica invece si finisce con il riversare in questa sezione frustrazioni personali, invidie spicciole, becere reazioni di orgoglio… comincio a pensare seriamente che dovremo eliminarla….
15 giugno 2011 @ 13:56
Dovresti eliminarla, anche perchè – delimitata da censura (e quindi fascistella) – non ha senso. E’ come leggere un giornale dal quale sai già cosa aspettarti. Inoltre raramente i commenti possono essere dedicati alla musica se le recensioni che le anticipano (e adesso basta dire che appoggio Mag per questo o quell’altro motivo, dato che ti sei già smentito in molte cose sul mio conto (vedisi – gettare fango) parlano di tutto tranne che di musica. In un mese ho letto di quanto sia cool jovanotti e lady gagy, e di come i death cab debbano essere bocciati perchè il recensore di turno probabilmente voleva andarsi a comprare un paio di scarpe prima che il negozio chiudesse anzichè perdere tempo ad articolare un pezzo. (vedisi – grande ego personale e zero amore per la musica). Meno recensioni e più complete. Non sono un timorato di Dio, sono agnostico e proprio per questo odio dovermi sentire chiamato in causa da una persona che nemmeno conosco per cose simili.
15 giugno 2011 @ 14:24
hai detto la tua. te ne siamo grati.ciao.
15 giugno 2011 @ 17:43
Riconosco i miei errori Gianluca. E’ una sbaglio che facciamo un po tutti, vediamo le cose in un certo modo che ci sembra naturale e diamo per scontato quindi siano lo stesso viste anche dagli altri. Il mio errore è stato fare un discorso intelligente supponendo di rivolgermi (anche) ad altre persone intelligenti. Di questa famosa intelligenza se ne avessi un po, avresti notato che buona parte della frase che hai riportato dal mio primo intervento era già un semplice copia e incolla della recensione in questione. Che probabilmente non hai neppure letto bisogna dedurre.
Sei uno che ha cercato e distribuito insulti da subito. Chiediti tu perchè. Io e credo chiunque ti leggerà, un idea ben precisa a questo punto se l’è bella che fatta. Complimenti.
Non vedo cosa ci sia di tanto becero o inopportuno nelle mie idee che non vi fosse anche in doppia dose nella recensione.
Volevi solo sentirti dire che è tutto bello, questa recensione è brillante e arguta e certo solo chi ha deciso di volersi togliere la vita potrebbe comprare questo album. Giusto. Sono questi i termini in cui su Indie For Bunnies si parla di musica evidentemente.
Torno a quanto detto inizialmente. E’ stato un mio errore prospettico, dovuto al fatto che in questo sito c’erano/ci sono alcune persone che nella scatola cranica hanno invece di PISCIATE come te, anche un cervello.
Nota bene che ti ho accontentato portando il discorso ai tuoi livelli, così sarai più soddisfatto e oltretutto ti dovrebbe essere ben chiaro il concetto. E’ importante parlare la stessa lingua per capirsi. La faccenda del dialogo costruttivo tra simili temo che purtroppo, a meno che non hai 13 anni e quindi c’è ancora speranza per te, temo non ti apparterrà mai.
E facciamo che sia un addio.
15 giugno 2011 @ 17:45
Ah..e in generale vi consiglio anche io di togliere i commenti. E’ meglio per tutti.
15 giugno 2011 @ 18:27
Grande Mag. io sono dalla tua parte.
Abbasso i tirapiedi e gli yesman.
(p.s. credo un’idea – alexomoloko – della tua persona,se la siano fatti in molti dopo la tua scenata sulle bestemmie e il tuo rimangiare appena hai sentito tirare la coda) . Ciao. tipi come te valgono una cicca.
15 giugno 2011 @ 18:47
si damiano ok abbiamo capito.grazie di tutto.ciao
15 giugno 2011 @ 18:54
Ma come si fa? Prendere sempre fischi per fiaschi e vantarsene pure. Se questo è essere intelligenti allora meglio essere stupidi anche perché comincio ad avere qualche dubbio che si parli tutti la stessa lingua. Vai mag, vai!
15 giugno 2011 @ 19:11
Nel frattempo mi sarà sfuggito qualcosa: ma siamo il giornale ufficiale della musica moindiale? Mi pare di no.
Siamo la Pravda del III° millennio di uno Stato che non c’è? Idem con patate.
Il 2012 è alle porte.
15 giugno 2011 @ 19:34
Non credevo esistesse gente così frustrata, sono preoccupato per il futuro dell’umanità. Se non vi piace il sito non leggetelo, tutto qui. Non capisco perché state ancora commentando con frustrazione e rabbia. Siete preoccupanti, ma anche divertenti. Amen.
15 giugno 2011 @ 21:15
@sachiel – perchè TU hai il tuo posto dove scrivere! Fate scoprire nuovi artisti, bla bla bla people!! Visto che la mia recensione non vedrà la luce (ah, io le rec le scrivo perchè voglio bene agli artisti di cui scrivo e spero che possano avere maggiore (minima maggiore) visibilità – andatevi a sentire Sea Oleena. E’ una splendida artista, le sue canzoni sono al cuore prima di ogni stupida uscita in strada, in mezzo alla normalità. Rock on e fuck the eat-shit
15 giugno 2011 @ 23:27
Rispondo al caro/a mag: non sono seccato che ci siano le critiche, ci mancherebbe. Le critiche ci stanno tutte quando sono costruttive (e non leggere chissà che cosa in questa frase, non ho detto che le tue critiche non sono costruttive). La mia era solo una considerazione riguardo al fatto che c’è gente che interviene in caso di (te lo copiaincollo)
- stroncature al proprio gruppo favorito,
- recensione non gradita
- artista non gradito
e lo fa con un livore che non riesco a comprendere, spesso e volentieri fuori luogo. Sarà, ma tra qualcuno che continua a lamentarsi perché non c’è la recensione di tale Sea Oleena e qualcun’altro che se la prende per Lady Gaga o per i Death Cab For Cutie si sta forse perdendo di vista un fatto importante: per noi (parlo per me ma mi arrogo il diritto di scrivere anche per gli altri colleghi, se concesso) scrivere è un hobby e non una professione, si segnalano cose che hanno colpito di un disco (in positivo o in negativo), si segnalano cose interessanti e si cerca di farlo nel modo più tranquillo possibile, non prendendosi troppo sul serio (è pur sempre un hobby e non una professione, te lo ribadisco) e soprattutto rimanendo consapevoli che è un giudizio personale riguardante un disco e non un giudizio divino.
Quanto alla recensione in questione, non riesco ancora a capire cosa non ti sia piaciuto. Sei un fan dei Death Cab For Cutie che si è sentito toccato dalla stroncatura? Non ti è piaciuto lo stile? Non hai capito il riferimento finale a Sara Poma che recensì su Rumore un fake del disco precedente, facendoci una discreta figuraccia? Non la ritieni degnammente argomentata? Non capisci che è un punto di vista, dettato dalle sensazioni che si provano a seguito dell’ascolto di un disco? Ti ripeto, le critiche ci stanno sempre, ma non capisco perché farne una questione così (e tu qui ovviamente dirai che siamo stati noi a farne una questione, già lo so).
Nel mio commento precedente avevo fatto una domanda che non ha ottenuto risposta, ora te la ripropongo estendendola anche al buon damiano: cos’è una recensione per voi? Come deve essere per essere considerata tale?
16 giugno 2011 @ 10:08
Una recensione è qualsiasi cosa. Non esistono “recensioni” e basta. Esistono recensioni buone a rec cattive. Come per i giocatori. Giocatori forti e giocatori pippe. I Messi e i Rocchi. Le recensioni Messi sono quelle come per EMA , che ho letto proprio qui – le recensioni Rocchi sono quelle di jovanotti,death cab,lady gagy (ovvero disoneste, che pongono come protagonista l’estensore piuttosto che l’artista – o con provocazione e saccenza – vedisi jovanotti/gagy o con disimpegno quasi dilettantesco (mi chiedo anche chi abbia approvato questa fottuta recensione Rocchi) . Ecco, la mia rec per Sea Oleena (che spero che almeno parlandone qualcuno vada ad ascoltarla) non dico sia una recensione Messi – o una recensione Pato – ma nemmeno una cazzo di recensione Rocchi.