THE HORRORS
Skying

[ XL Recordings - 2011 ]
 
Genere: indie-rock
Tags:
 
11 Luglio 2011
 

Il mio benzinaio di fiducia – che è persona parecchio saggia e sa come gira il mondo perché ne ha viste di ogni – me la mena sempre con una band scozzese abbastanza in voga negli anni ottanta chiamata Simple Minds. Dice sempre che quando era un ragazzino li ascoltava in maniera ossessiva e che se avessero avuto un po’ più di fortuna (e se fossero stati molto più paraculi) oggi sarebbero al posto degli U2 e riempirebbero gli stadi, con contorno di folle urlanti fuori dagli alberghi nei quali si trovano a soggiornare, decine e decine di groupies pronte ad entrare nel loro camerino dopo ogni concerto, scene incredibili nei backstage, Ferrari, coca & puttanoni et altre cose tipiche dello starsystem musicale. E perché i Simple Minds sono entrati nel cuore del mio benzinaio (che ultimamente è anche un po’ il mio guru)? Ci sono entrati grazie ad una formula musicale tipicamente anni ottanta (batteria dal suono che ti chiedi sempre se sia vero o sintetico e non lo capisci mai, tastiere e sintetizzatori che hanno decisamente la meglio sulle chitarre, atmosfere sognanti, voce carica di pathos, new wave come se piovesse) che suonava vera (e veritiera) e che per una qualche ragione che fatico a spiegarmi è invecchiata bene e riesce a suonare dignitosamente anche oggi che siamo nel 2011 e la musica esce che è già vecchia perché l’hai già scaricata prima, ma soprattutto grazie al carisma-non carisma del loro leader Jim Kerr, uno che agli inizi sembrava un damerino come tutti gli altri che all’epoca calcavano i palchi ed avevano successo ma poi è venuto fuori che aveva parecchie cose da dire e le ha dette (e fatte).

Ecco, “Skying” – nuovo, attesissimo (almeno nel Regno Unito, qui in Italia non so) album degli Horrors – suona proprio così, come i Simple Minds tanto amati dal mio benzinaio di fiducia. O meglio, suona come ciò che sarebbero stati i Simple Minds se Jim Kerr avesse avuto certi problemucci di inserimento sociale ed una volta svanita la botta di successo anni ottanta-primi novanta invece di svoltare trasferendosi a Taormina ed aprendo un albergo avesse optato per un buen ritiro nella comunità di recupero tossicodipendenti di San Patrignano, per riflettere su nuove vie musicali ma soprattutto per curare svariate (e ad occhio e croce) ipotetiche dipendenze da sostanze stupefacenti. E dunque, tastiere e sintetizzatori che hanno la meglio sulle chitarre ma sembrano affogati nella melma (“Monica Gems”, “Oceans Burning”, “Moving Further Away”) o nel miele (“I Can See Through You”, “Dive In”, “Wild Eyed”) a seconda dei casi e del grado di dolcezza o sporcizia del brano in questione, atmosfere allucinanti/allucinogene, botte sonore a strati che sembrano uscite da una produzione a caso di Phil Spector, voce che spesso e volentieri non si sa dove voglia andare a parare eppure riesce a trasmettere sia pathos che sensazione di disagio giovanile, ritmiche baggy tanto per farti capire che Madchester è viva e lotta insieme a noi (e ad un ipotetico Jim Kerr che frequentava l’Hacienda, ma che te lo dico a fare). Poi, per carità, dentro ad un disco del genere ci sono anche l’austera marzialità dei Joy Division, le allucinazioni pop di Echo & The Bunnymen, Julian Cope quando aveva in testa di fare dischi pop e mille altre influenze/citazioni che magari non riesco a riconoscere perché io non vado ai concerti indossando la maglietta di Ondarock (per carità, problema mio e non di Ondarock), però resta il fatto che un disco del genere sta a dimostrare che gira e rigira i Simple Minds un qualcosa di buono lo hanno seminato anche nelle giovani menti che magari non erano neppure nate quando Jim Kerr e soci spopolavano.

Un disco come “Skying” non arriva subito e ci mette parecchi ascolti per essere capito, ma quando ci entri dentro fatichi ad uscirne. Si ripete il miracolo: terzo disco per gli Horrors, terzo cambio netto di direzione, terzo disco che non inventa nulla ma sceglie con gusto e competenza le fonti da cui trarre ispirazione e riesce a dimostrare che oltre alle foto di copertina su NME (e le presunte storie d’amore con la figlia tossicoanoressica di Bob Geldof – ed un po’ si torna ancora al discorso del buen ritiro a San Patrignano di Jim Kerr) c’è molto di più e gli Horrors sono un gruppo di valore. Devo farlo ascoltare al mio benzinaio. Per me va a finire che gli piace pure.

Tracklist
1. Changing the Rain
2. You Said
3. I Can See Through You
4. Endless Blue
5. Dive In
6. Still Life
7. Wild Eyed
8. Moving Further Away
9. Monica Gems
10. Oceans Burning
 

15 Comments

Got Something To Say:

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All’inizio pensavo fossero solo un gruppetto di sfigati che stavano cavalcando l’onda “emo”. Poi li ho ascoltati e ho avuto una folgorazione. Notevole anche l’album sotto il marchio “Cat’s Eye”. A questo punto mi accingo ad ascoltare questo nuovo album con molte aspettative.Mi sa tanto che il ragazzo farà tanta strada (si può dire ragazzo vero?tanto gli altri che se li fila..è una storia già scritta dai)

onda emo loro?
pesante come pensiero…

eh oh, senza averli mai ascoltati e giudicandoli solo dall’aspetto credevo fossero un gruppetto di quel filone. e invece mi sbagliavo. che ho detto di sbagliato?

‘ste recensioni sono insopportabili, del ‘benzinaro’ non me ne frega nulla, il gancio coi simple minds è ridicolo.

ci tengo a dire che non ce l’ho con Federico -che neanche conosco- ma questo tipo di articoli non mi prendono, vanno fuori dalla musica e diventano protagoniste. Non so, pensieri…

…Ma questo federico si diverte a provocare, si è capito, ormai è una storia vecchia… Cmq meglio che parli di un benzinaio qualsiasi piuttosto che di Lady Gaga (almeno il primo ha una funzione sociale). 😀 Quanto al disco, beh, sicuramente è valido, un gruppo che sta conquistando la fiducia della critica proprio perché sa dimostrare qualcosa.

vorrei sapere cosa ne pensa il diretto interessato federico, al quale mi pare risposi a una domanda da lui fatta sul significato che davo alla parola recensione. A me più che provocazione questa sembra prevaricazione, di uno spazio e di un accesso, smània di protagonismo.

Vi prego..con tutto il cuore. Legatelo.

Molto meglio una recensione con uno stile personale, provocatore e fantasioso, che un articolo didascalico e freddo. Ben vengano i benzinari e i simle minds.

ancora con questo provocatore! Una provocazione deve avere come scopo lo sfregamento di qualcosa, recensioni come queste (appena leggo l’estensore) mi fanno solo partire prevenuto, lo ammetto. Eppoi voglio sapere di che diavolo parla il disco, che dicono di nuovo i Laroux, non -con tutto il rispetto, sicuramente è una persona molto simpatica e onesta- Federico. Per cose così esistono i blog o roba più noiosa finta-anti come XL et cetera. Il disco fa cagare anche gli stitichezza-men-for-hobby

p.s. se scrivesse di benzinari nani ballerine obese sui commenti nulla da dire, nelle recensioni le provocazioni-specie quelle sottili- sono fantastiche, non una costante. Quelle diventano cadute, personalismi stantii. Mi piacerebbe avere un dialogo con federico però- sennò sembro stronzo a priori: mio email damianodinnocenzo@yahoo.it

I’m sorry Damiano, non vorrei sembrare stronzo a priori ma respingo cortesemente al mittente la richiesta di dialogo via email. Il “problema” (il virgolettato sta a significare che i problemi nella vita sono ben altri, non le cose futili come questa) l’hai sollevato qui e ti rispondo qui, in questa sede e non in separata sede. E poi – scusami ancora se passo per stronzo, cosa che tra l’altro non sono – non devo rendere conto a te delle cose che scrivo e giustificarle scrivendoti pure una mail. Ho rispetto assoluto per chi legge questo sito, ma se tu mi vieni a dire che parti prevenuto nei riguardi delle cose che scrivo non faccio nemmeno la fatica di difenderle, tanto avrai sempre qualcosa da ridire. 😉 Con rispetto, eh… 😉

Non riesco a capire perchè farne una questione di principio e scatenare tutto questo baccano come se io abbia combinato qualcosa di gravissimo. “Prevaricazione” mi sembra un termine un tantino forte, buttato lì tanto per far vedere che il tuo lessico è forbito e sai usare bene la lingua italiana (e già che ci siamo, che sei un incompreso e IFB fa male a non farti scrivere sulle sue pagine. Ops, mi è scappata. 😉 )… oltretutto io scrivo queste cose gratis, per passione e per hobby. Non ci guadagno nulla e non ho particolari vantaggi personali, non pretendo di cambiare la vita di nessuno e non pretendo nemmeno che ciò che scrivo sia la verità assoluta. Lo faccio solo per rilassarmi, divertirmi e provare ad analizzare in un modo diverso dal solito un disco e le sensazioni legate all’ascolto dello stesso. Non mi pare nulla di tanto grave, non sto usurpando nessuno spazio. Se poi non piace ciò che scrivo, pazienza. Ci sono problemi ben più gravi nella vita.

Peraltro, dici che non te le frega nulla del benzinaro e ‘ste recensioni sono insopportabili però intanto hai già lasciato 5 commenti e la tua mail (ed in sovrappiù hai giudicato il disco con un eloquente “Il disco fa cagare anche gli stitichezza-men-for-hobby”, questa sì che è una recensione fatta bene, questa sì che è una cazzo di provocazione fatta bene. Chi te le scrive queste frasi ad effetto, la voce fuori campo del programma giovanilista di Italia 1 Lucignolo? 😀 scusami non ho resistito). Vuoi sapere cosa dicono di nuovo gli Horrors (in un commento hai scritto Laroux, immagino sia stato un refuso)? Te l’ho detto nella recensione: nulla di nuovo, ma gli Horrors scelgono con competenza e gusto le fonti – in questo caso Simple Minds, ma anche Julian Cope, Echo & The Bunnymen et altri che ho elencato – facendo qualcosa di appassionante ed appassionato (questo lo aggiungo ora per non dilungarmi troppo e non citare tutto il pezzo). Se avessi letto con più attenzione senza partire prevenuto ed iniziare a lasciare commenti a raffica senza aver letto tutto il pezzo magari l’avresti anche potuto capire. 😉

Prima di tornare alla vita reale, chiudo il tutto con una domanda: perché ti ostini ad utilizzare il termine “estensore” invece di “recensore”? Lo so che si può utilizzare, ma a me fa venire in mente un muscolo o peggio quegli attrezzi che si usano per cercare di aumentare le dimensioni del pene. 😉

con affetto
F.

cmq “accento” le tue recensioni sono le uniche in cui ci sono più di 2/3 commenti….un pò provocatore sei dai 😉 ehehehhe scherzo!
tra l’altro a me piacciono proprio perché sono fatte così. scusate l’intrusione, torno nel mio

Album notevole, dal vivo rende forse anche meglio! La recensione è tutto sommato molto intelligente e divertente, unica cosa che non condivido troppo è l’accostamento musicale con i Simple Minds. Lo trovo azzardato, poi chiaramente negli horros ci puoi trovare tutta quella new wave dei primi anni 80, ma i Simple minds forse meno di quel che sembra.
ciao

 

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