banner

GAZPACHO
March Of The Ghosts

28 maggio 2012

TAGS: ,

Gazpacho

Un po’ come in una versione Tim Burtoniana  del Canto di Natale, i norvegesi Gazpacho tornano con un multi-concept album, in cui un Ebenezer Scrooge senza nome raccoglie le storie di fantasmi, creando un contenitore di racconti dalla vena dark. Da qui “The March of the Ghosts”, la marcia dei fantasmi. La voce di O, al secolo Jan-Henrik Ohme, tocca vette a là Jeff Buckley in un approccio lirico-gotico di effetto, a cavallo tra il prog ed il melodic metal. Un po’ come se Jeff avesse partecipato ad una jam session con i Dream Theater, alternando elettrico ed etnico-tribale, world music e colonne sonore lynchiane.

E dalle atmosfere di Twin Peaks parte “Monument”, una traccia profondamente evocativa in cui la sinergia di strumenti a là Richard Parker incontrano il lirismo dell’ultimo Marc Almond, il tutto condito con un alone Burtoniano che riecheggerà successivamente con richiami al compositore Danny Elfmann (“Hell Freezes Over III”).

Le percussioni rievocano un elemento magico-tribale che, impresso di una vena folk-celtica, si carica di una valenza quasi rituale, a cavallo tra i Long Distance Calling e i compagni di etichetta Lunatic Soul (“Hell Freezes Over I” “Mary Celeste”, “Golem”). L’elettrico si sposa con una impostazione solenne guidata da pianoforte e violini, creando un contrasto che crea una evoluzione musicale in un crescendo di intensità quasi mistica (“The Dumb”, “What Did I Do?”, “Gold Star”). Interessante incursione nei territori del prog metal con una strizzatina d’occhio ai Dream Theater e i post rock dei Porcupine Tree in una delle più delicate tracce dell’album (“Black Lily”). Una menzione speciale va poi ai testi, la cui intensità è enfatizzata dal gioco di cori e riverberi che creano l’atmofera del racconto. I Gazpacho dopo ben 16 anni continuano, tra cambi di line-up e diverse peripezie, a confezionare un album con il perfetto mix di elettrico e lirico, prog e ambient, in una esperienza a cavallo tra il gotico e il romantico.

March of the Ghosts
[ Kscope - 2012 ]
Similar Artist: Long Distance Calling, Lunatic Soul
Rating:
1. Monument
2. Hell Freezes Over I
3. Hell Freezes Over II
4. Black Lily
5. Gold Star
6. Hell Freezes Over III
7. Mary Celeste
8. What Did I Do?
9. Golem
10. The Dumb
11. Hell Freezes Over IV

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Tied To A Star

J MASCIS
Tied To A Star

Dalla prima volta che ho visto J Mascis, l’immagine a cui non non riesco…

The Rainy Kingdom

LUCKY ELEPHANT
The Rainy Kingdom

Qualche anno fa hanno provato a mandare in pensione i mitici bus londinesi. Quelli…

Get Hurt

THE GASLIGHT ANTHEM
Get Hurt

La musica, almeno per chi la ascolta, è quasi sempre una faccenda privata. In…

Lese Majesty

SHABAZZ PALACES
Lese Majesty

Nel 2011 erano stati una ventata di freschezza, un’alternativa intellettuale e raffinata all’estetica swag…

Barragán

BLONDE REDHEAD
Barragán

Luis Ramiro Barragán Morfín è stato uno dei più importanti architetti del ventesimo secolo.…

Crush Songs

KAREN O
Crush Songs

C’è una mia amica che ogni tanto mi chiede di mandarle un po’ di…

Coyote EP

GRAMLINES
Coyote EP

Quello che stupisce – mettendosi sulla lunghezza d’onda dei padovani GramLines – è quel…

No Bells On Sunday EP

MARK LANEGAN BAND
No Bells On Sunday EP

La discografia di Mark Lanegan è quasi diventata un labirinto; non è facile ricordarsi…