FLORENCE AND THE MACHINE
Dance Fever

[ Polydor Records - 2022 ]
7.5
 
Genere: Alternative Pop
 
30 Maggio 2022
 

In un inverno gelido del 2010, appena fuori Bologna, mi apprestavo ad assistere al primo tour di una ragazza dai capelli rossi e la sua incredibile macchina. Il primo album “Lungs” mi aveva squartato in due dalla sua bellezza e carica emotiva, dal suo lato strumentale delicato ma forte ed incisivo, ma soprattutto da una delle voci più interessanti nel panorama alternative-pop.

Da quel momento catartico, con fuori la neve che scendeva, non ho mai smesso di ascoltare Florence and The Machine. Con il secondo album “Ceremonials” si fa un passo avanti notevole, andando a smussare ogni lato sonoro delle produzioni rendendo il tutto più fluido e maturo. Dal terzo, la cosa inizia a cambiare: ci sono produzioni notevoli alla base, ma il percorso artistico e anche lo storytelling attorno alla figura di lei iniziano a diventare diversi, più realistici nel raccontare determinati episodi o argomenti. Oramai consacrata nell’olimpo delle grandi voci femminili del nuovo millennio, Florence Welch si fa carico del suo passato turbolento ed incerto per farsi simbolo di speranza per chi non ce l’ha. Con il terzo e quarto album si scade certe volte nello scontato, con canzoni oramai sentite precedentemente. Dal punto di vista estetico, visivo (e con questo intendo proprio i video a seguito dei brani) e fisico il tutto però riconduce ad un tema cardine per la cantante: la danza.

Con “Dance Fever” mi sono tornati i brividi, proprio come una volta. Ho pensato che sarebbe uscito un album carico di immagini metaforiche, di bei testi, ma con musiche oramai  banali. Mi sono dovuto ricredere, e non potevo che esserne più felice.

14 canzoni, una danza lunghissima: finalmente Florence riesce a catalizzare la sua passione smisurata per il ballo, travolgente ed inquietante allo stesso tempo, e buttare tutta quella forza nella musica. Il ballo come catarsi fisica e metafisica, come annullamento di ogni problematica del passato, di ogni sventura e grande delusione provata. Il suo manifesto parte da una frase, all’interno del suo primo singolo rilasciato, che dice “i am no mother, i am no bride, i am king”. Ed è proprio “King” che ci fa capire, ancora prima di ascoltare il nuovo album, chi era e chi è oggi Florence: è un re, è una regina, è chiunque lei voglia essere. Senza limiti, senza pregiudizi. Il suo passato che l’ha tormentata prima e durante la sua carriera iniziale è oramai stato assorbito e riutilizzato per energia nuova.

Il disco è prodotto da Jack Antonoff che, a differenza del lavoro svolto per “Solar Power” di Lorde, ha voluto lasciare meno la sua traccia di produttore e più libertà al gruppo. L’incontro e il prodotto finale è sicuramente ottimo, non scontato e scorrevole. Una grande colonna sonora per un grande racconto, arricchito anche dall’aiuto (micidiale, in senso positivo) di un altro grande artista ovvero il leader dei Glass Animals Dave Bayley: con “My Love” e “Daffodil” lo spirito dance e ritmico del cantante inglese trova una perfetta armonia strumentale con la voce candida ma potente della protagonista del disco accompagnata da un’insaziabile sezione di percussioni quasi da guerra.

L’album potrebbe essere inserito appositamente in un film come “Midsommar”, per i suoi lati oscuri e tenebrosi ma anche caratterizzati da una luce propria originata dall’anima forte della cantante. Ed è proprio quella luce, carica di speranza ed ottimismo, che si ritrova in “Choreomania” dove Florence dichiara “And I danced myself to death”. Una danza perpetua fino alla morte, ma una morte positiva quasi come fosse una vera e propria rinascita. Florence and The Machine sono quindi in un moto costante di energia e noi non possiamo che unirci a loro perché sicuri di una cosa: non ci stancheremmo mai.

Tracklist
1. King
2. Free
3. Choreomania
4. Back in Town
5. Girls Against God
6. Dream Girl Evil
7. Prayer Factory
8. Cassandra
9. Heaven Is Here
10. Daffodil
11. My Love
12. Restraint
13. The Bomb
14. Morning Elvis
 

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 

First Aid Kit – Palomino

È passato davvero tantissimo tempo – quasi cinque anni – da quando le First Aid Kit hanno pubblicato il loro quarto LP, ...

Carla dal Forno – Come Around

Carla dal Forno continua a interrogarsi sul senso misterioso della realtà circostante, imprimendo un consolidamento  del suo approccio ...

Nuju – Clessidra

Il primo assaggio di “Clessidra” nuovo album dei Nuju, calabresi che da tempo hanno trovato casa a Bologna, è arrivato circa due anni ...

Ásgeir – Time On My Hands

Dopo il breve antipasto dell’anno scorso, con l’Ep “The Sky Is Painted Gray Today” a mitigare una discreta attesa, torna con un ...

The Wombats – Is This What It ...

Mai titolo fu più lungo ed esasperante dal punto di vista concettuale come questo. Il che è un ossimoro: perché se il titolo del nuovo ...

Recent Comments