Un uomo è in viaggio da solo nell’oceano indiano quando viene colpito prima da un container e poi da alcune tempeste che lo costringeranno a lasciare la sua imbarcazione e tentare la sopravvivenza in mare aperto su un gommone con quantità  minime di cibo e acqua potabile.

La sua tenacia e i pochi strumenti di navigazione rimasti lo aiuteranno a incrociare navi e mercantili su una rotta commerciale,ma il suo piccolo gommone pare invisibile nell’immensità  dell’oceano”…
“All is Lost” di J.C. Chandor (autore di “Margin Call”, ottimo film sulla crisi economica) è una pellicola silenziosa, non muta, che continua una serie di survival movie basati sull’uomo contro l’acqua di cui l’ultimo esempio è “Vita di Pi” di Ang Lee (ma potremmo ricordare anche “Cast Away” di Robert Zemeckis e “Sanctum” di Alister Grierson).

Ci sono momenti tesi, importanti (in particolare dopo che Redford abbandona la sua nave) e altri ripetitivi e inutili soprattutto nella parte iniziale,maChandor riesce comunque a tenere in mano il film per buona partedella sua durata grazie a una regia sicura e ad alcune scelte di posizionamento della cinepresa decisamente efficaci.
Il regista infatti riprende molte immagini suggestive che coinvolgono gli elementicircostantiil protagonista:dalle nubi all’acqua,dal sole alla luna fino alle sinuose danze dei pesci sottostanti, la natura alimenta di continuo il motore del film e la sua brutale bellezza è sottolineata da una fotografia estremamente pulita di Peter Zuccarini e Frank DeMarco.
Il finale toglie qualcosa al film che, per come era stato costruitofino a quel momento, meritavauna conclusione diversa, mentre quella proposta sullo schermo pare una stonatura abbastanza importante.

Robert Redford, è bravo nell’ interpretare un uomo senza nome e senza passato e tiene in piedi un film che con un interprete poco carismatico avrebbe annoiato buona parte del pubblico; la sua fisicità  riempie lo schermo e le espressioni che disegna con i soli occhi fanno il resto.
Nonostante una parte iniziale fiacca e un finale penalizzante, “All Is Lost” è un film da vedere se non altro per le bellezze naturali, l’interpretazione del suo divo e una regia capace di cogliere il meglio da ogni situazione.

Indie Top Ten, nona posizione
Rating:

Regia: Jim Jarmush
Produzione: Recorded Picture Company, Pandora Filmproduktion
Sceneggiatura: Jim Jarmush
Fotografia: Yorick le Saux
Montaggio :Affonso Goncalves
Costumi: BinaDaigeler
Scenografie: Marco Bittner Rosser
Colonna sonora: Jozef Van Wissem
Con: Tilda Swinton, Tom Hiddleston, John Hurt, Mia Wasikowska, Jeffrey Wright
Durata:123 min









Il Trailer