Nell’autunno del 1987, poco dopo la pubblicazione del meraviglioso “Music For The Masses”, i DM iniziarono uno dei loro più grandi tour ante 2000, e comunque a livello degli ultimi “Tour of the Universe” e “The Delta Machine Tour”. Il successo planetario della “musica per le masse” aveva innescato nella band di Basildon la consapevolezza di poter far arrivare la loro arte ovunque nel Globo, finanche nelle terre più rock oriented come gli USA. Dopo aver calcato palazzetti e anfiteatri di tutta Europa riscuotendo un prevedibile riscontro di pubblico e di critica, i DM giunsero il 18 giugno del 1988 al Rose Bowl Stadium di Pasadena, in California, per suggellare la loro definitiva consacrazione al cospetto di 60.000 fan per la data 101 della mastodontica tournée.

All’inizio del concerto le note psichedeliche di “Pimpf”, traccia conclusiva di “Music For The Masses”, rendevano l’attesa sempre più trepidante e ricca di tensione, positiva, che poi sarebbe sfociata in un turbine emotivo incontenibile con lo scorrere della setlist, dai synth eighties di “Behind the Wheel” e fino ad arrivare alle note ruffiane di “Just Can’t Get Enough”. Da sempre, un concerto dei DM è un’esperienza unica, capace di rendere indimenticabile ogni istante, figuriamoci per i sessantamila e più presenti in quell’inizio estate di 34 anni fa.

Probabilmente anche gli stessi Dave, Martin, Alan e Andy non si aspettavano quel coinvolgimento totale e la scelta di quell’evento risultò quanto mai azzeccata. Le oltre 700.000 copie vendute di “Music For The Masses” avevano dunque rafforzato la loro voglia di mostrarsi al mondo intero e di mettersi in gioco suonando davanti ad un pubblico in visibilio mai visto prima di allora. Proprio davanti a quel pubblico andò in scena quel rituale oramai presente in tutti i concerti dei DM, quell’ondeggiare delle braccia durante le note del capolavoro “Never Let Me Down Again”, a dir poco da pelle d’oca. Ma anche altri momenti della serata rimasero indelebili come le sezioni nostalgiche e malinconiche di “Somebody” e “Things You Said” oppure quelle introspettive di “Black Celebration” e “Blasphemous Rumours”, ma anche quelle incredibili sulle note di hit come “People Are People” e “A Question of Time”.

Per rendere ancor di più memorabile l’evento, la band decise che la serata sarebbe stata registrata e filmata per essere poi trasfusa nel long playing e in VHS oggetto della odierna celebrazione, “101″, la somma delle date del tour appunto, anche se all’inizio si pensò al titolo “A Brief Period of Rejoicing”, con riferimento alla celebre citazione di Winston Churchill presente peraltro nell’intro di “Black Celebration”.

Per il lungometraggio fu scelto Donn Alan «D.A.» Pennebaker, una garanzia dunque in quanto il compianto regista americano (deceduto nell’agosto del 2019) aveva in passato siglato numerosi successi musicali tra i quali lo storico film su Bob Dylan “Dont Look Back  del 1967″, quello con Jimi Hendrix “Jimi Plays Monterey” del 1986 e, soprattutto, quello leggendario di David Bowie “Ziggy Stadust and the Spiders from Mars” del 1973. Il film sui DM fu girato in bianco e nero e comprende filmati dal backstage, reazioni dei fan e finanche scene del conto degli incassi derivanti dal merchandising.

Il docufilm doveva fare il giro delle sale cinematografiche (con la prima del film che si tenne il 22 febbraio 1989 a Londra presso il Dominion Theatre) anche se in realtà era stato pensato per il mercato delle VHS, mentre l’album live venne mixato negli Swanyard Studios di Londra da Alan Moulder (My Bloody Valentine, The Jesus and Mary Chain, Nine Inch Nails, Arctic Monkeys, U2, The Smashing Pumpkins, Placebo, Killers, Interpol, Foo Fighters) e prese forma in un doppio LP pubblicato il 13 marzo 1989  contenente all’interno un libretto con pagine in bianco e nero di Anton Corbijn, che ricreò l’atmosfera di quella serata scattando foto sgranate e catturando alcuni momenti intimi, come quello famoso della commozione di Dave Gahan nel backstage.

“101″ ha avuto la straordinaria capacità di esplicitare le doti di una delle band di genere più rappresentative della musica mondiale. Per celebrarne le gesta, nel corso degli anni il film è stato ripubblicato, nel 2003, in un doppio DVD contenente anche due ulteriori brani, “Somebody” e “Pleasure Little Treasure” mentre le esibizioni di “Sacred”, “Something To Do”, “Things You Said”, “Shake The Disease”, “Nothing”, “People Are People”, “A Question of Time” e “A Question of Lust” sono andate perdute e di conseguenza non sono riscontrabili nell’edizione in DVD. Solo nella successiva ristampa del 2021 le performance di “A Question of Lust”, “Sacred” e “Something To Do” vennero recuperate, restaurate e inserite come tracce bonus nella versione in Blu-ray.

La conclusione dello spettacolo meglio non poteva essere affidata a “Everything Counts” dove le voci entusiaste e appagate in dissolvenza provenienti dalla venue californiana furono l’apripista di ciò che diventeranno i Depeche Mode, potenti e rari giganti da palcoscenico

Data di pubblicazione: 13 marzo 1989
Registrato: 18 giugno 1998 al Rose Bowl in Pasadena, California
Dischi: 2 / Tracce: 20
Lunghezza: 95:45
Etichetta: Mute Records
Produttori: Depeche Mode

Tracklist

Disco 1
1. Pimpf
2. Behind the Wheel
3. Strangelove
4. Sacred
5. Something to Do
6. Blasphemous Rumours
7. Stripped
8. Somebody
9. Things You Said

Disco 2
1. Black Celebration
2. Shake the Disease
3. Nothing
4. Pleasure Little Treasure
5. People Are People
6. A Question of Time
7. Never Let Me Down Again
8. A Question of Lust
9. Master and Servant
10. Just Can’t Get Enough
11. Everything Counts