
Il supergruppo psichedelico MIEN annuncia oggi l’atteso nuovo album “MIIEN” e condivide la sua prima uscita in quasi sette anni con il singolo “Evil People“.
Composto da Alex Maas (The Black Angels), Rishi Dhir (Elephant Stone), John-Mark Lapham (The Earlies) e Robb Kidd (Golden Dawn Arkestra), il gruppo annucnia che il disco uscirà il 18 aprile su Fuzz Club.
Riaguardo a “Evil People” i MIEN dicono: “Il brano ha le sue radici in una collaborazione del 2015 tra Alex e il fantastico musicista danese Trentemøller. Siamo arrivati al marzo 2022, quando i MIEN si sono riuniti ad Austin per tre intensi giorni di registrazione durante il SXSW. Dato che è raro che tutti noi ci troviamo nella stessa stanza allo stesso tempo, l’energia creativa era elettrica: la musica e le idee fluivano senza sforzo, ed è nato ‘Evil People‘”.
Vero e proprio viaggio lisergico coinvolgente e accattivante, il singolo si presenta come un mantra da memorizzare ma nnello stesso tempo si apre a più soluzioni: è pungente tanto quanto languido e molto melodico. Il finale spinge forte il pedale sull’aspetto più visionario, con questo insieme di suoni che si mescolano con la voce. Un gran bel biglietto da visita.
A quanto ci dicono le note stampa, il loro atteso secondo album “MIIEN” segna un nuovo audace capitolo per una band il cui approccio alchemico alla musica ha ridefinito i confini della psichedelia. Basandosi sulle fondamenta del loro debutto autointitolato del 2018 ma avventurandosi al contempo in territori inesplorati, questo nuovo disco spinge l’etica collaborativa ed esplorativa del gruppo verso nuove entusiasmanti vette.
Registrato tra Montreal, Abilene e Austin, Texas, “MIIEN” cattura il processo creativo unico dei MIEN. La maggior parte delle canzoni nasce da semplici idee – un loop, una frase vocale o un groove – passate tra i membri e meticolosamente stratificate. John Mark Lapham, l’“alchimista musicale” della band, ha trasformato questi schizzi in composizioni completamente realizzate, aggiungendo texture audaci e cambi di dinamica. La voce di Alex Maas, di una bellezza ammaliante, conferisce una dimensione oscura e affascinante al suono, elevando ogni brano con la sua presenza distintiva.
“È un processo organico“, osserva Rishi Dhir. “Una semplice idea può diventare qualcosa di monumentale quando ognuno di noi vi appone la propria impronta”.













