Giunge alla seconda edizione il Rome Psych Fest ’17 due giorni dedicata alle nuove tendenze della psichedelia internazionale che prenderà  vita al Monk di Roma questo weekend, venerdì 18 e sabato 19 novembre.

Per destreggiarvi al meglio tra 3 palchi e i vari live act, che quest’anno prevedono ‘headliner’ del calibro di Liars, Moon Duo e Lali Puna, vi proponiamo una selezione di dischi firmati dagli artisti coinvolti in un festival nato come ardito esperimento e diventato, nel breve periodo di 12 mesi, immancabile appuntamento per amanti del genere (e non solo).

Buon ascolto e soprattutto buon (s)viaggio:

LIARS
Liars
[Mute – 2007]
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Per questi Liars anche se le sequenze e i momenti sono talvolta confusi, c’è tristezza, gioia, musicalità , silenzio, oscurità  e la minacciosa voce di Angus. E originalità  a palate.
L’oscurità  viene confinata dalla demarcazione, ma non isolata, anzi è proprio lì che il nostro terzetto vuole portarci tutti, in questo Zabriskie Point elettrico.
Il climax è discendente e l’ipnosi è soffocata dall’organo di “Protection” che lascia in adorazione e con l’acquolina in bocca attesa di un’altra stupenda incisione.
(Diggei Brusco)

 alt=RAINBOW ISLAND
RNBW
[Flying Kids Records – 2013]
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…le coordinate sono quelle di un puzzle cosmico tra kraut rock, ambient, free e accenni noise. La prima delle cinque tracce, “Rainbow Theme”, è un incalzante pastiche che, dopo un inizio rumoristico, procede con una suite che potremmo definire krautfuturistica ed un finale che sembra un trait d’union tra Shackleton e Aphex Twin quando si immergono in scenari più ambient. Il livello di “RNBW” rimane alto con le improvvisazioni addomesticate di “Space Train” e le percussioni ossessive accompagnate da voci distorti e un saliscendi di tastiere di “Bongolandia” (nomen omen). “Bobblers Dance” sembra proiettare l’ascoltatore in un viaggio sott’acqua mentre la conclusiva “The Windwaker” è una lunga cavalcata che dopo un inizio spettrale ed allo stesso tempo evocativo riporta alla mente i Tangerine Dream più spaziali di “Zeit”.
(Emanuele “kingatnight” Chiti)

MOON DUO
Circles
[Sacred Bones – 2012]
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Nato come un concept album, “Circles” si affranca presto dalle disquisizioni filosofiche di Emerson sulla natura del cerchio per acquistare un’identità  a se stante. E’ musicalmente intrigante, ipnotico e creativo. Suona come suonerebbe un disco degli Shjips se il loro viscerale animo rock fosse stato messo in acido, uscendone più stonato, armonizzato e allucinato di prima. Ha qualcosa dell’atmosfera evocata dai Pink Mountaintops di quel geniaccio di Stephen Mcbean, con in più la grinta dei Black Mountain, e proietta in un’avventurosa dimensione parallela tutta da scoprire.
(Valentina Natale)

ANDREA LASZLO DE SIMONE
Uomo Donna
[42 Records – 2017]
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Il modo di registrare è puramente anni “’60-’70, i testi sono delle pennellate di classicismo e novità : i pezzi complessivamente sono delle vere meraviglie, la sensazione provata durante l’ascolto del disco è stata quella di trovarsi davanti ad una casa di campagna dove ogni tanto le luci si accendono e spengono e noi rimaniamo assorti da una danza che ci rende tanto estraniati quanto partecipi, e magari vogliosi di conoscere le storie degli abitanti della casa. Il disco è uno sguardo su amori, paure, donne e storie che spezza l’anima.

La sua poetica, perlomeno dal puro punto di vista estetico, mi sembra vicina a quella di Stan Brakhage, innovativo filmaker statunitense. L’ossessione del regista è tutta basata su una ricerca della luce, rintracciare un sforzo spasmodico di Laszlo per scoprire le sfumature delle canzoni, tocchi brevi di colore, accordi in secondo piano che rendono la cornice di un disco estremamente intensa.
(Gianluigi Marsibilio)

LALI PUNA
Two Windows
[Morr Music – 2017]
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…lo slancio compositivo che allo stesso tempo, dal punto di vista sonoro, rappresenta un ritorno alle origini in maniera compassata e riflessiva perchè parte integrante di un genere, come l’elettro-pop, che sa reinventarsi nel presente. L’album è suadente e rarefatto, ma non si tratta di una mera operazione nostalgica e nemmeno di una novità  assoluta, non è un album che sconvolge il genere: si parte dal passato per aprire nuovi varchi e nuove strade, consapevoli di essere giustamente una icona dell’indietronica.
(Marco Latini)

NEW CANDYS
Bleedin Magenta
[Fuzz Club – 2017]
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Una crescita costante, inesorabile e scandita da dischi che, uno dopo l’altro, stanno sempre di più segnando la grandezza compositiva dei veneziani New Candys, ormai realtà  solida e consolidata non solo nel nostro paese, ma anche a livello internazionale. I confronti con realtà  epocali come The Warlocks o Black Angels non sono certo forzati, ma sopratutto hanno basi solide, rafforzate da un sound che ormai plasma la natura psichedelica a piacimento, facendoci balenare davanti agli occhi la sabbia del deserto tanto quanto tenebrose cattedrali e oscuri palazzi fatte di tubi e cemento. Ecco la potenza del nuovo “Bleeding Magenta” da dove arriva, dal non volersi fermare alla classica dimensione visionaria, quella in cui si è soli e intorno a noi c’è il nulla, ma dal voler trasportare l’inquitudine e la necessità  del “viaggio” in una realtà  contemporanea, vissuta, ancora viva e pulsante.
(Riccardo Cavrioli)

MATTEO VALLICELLI
Primo
[Sacred Bones – 2017]

Dopo anni passati a consumare bacchette e pelli in formazioni e progetti di ogni genere (HC, punk, garage fino al recente post-punk tra le fila dei Soft Moon) Matteo Vallicelli decide, complice anche il trasferimento a Berlino, di intraprendere il viaggio sonoro in solitario. Il batterista che macinava rullate e stoccate cede ora il passo ad un altrettanto ottimo compositore elettronico infatuato da sintetizzatori e drum machine. “Primo”, pubblicato dalla Sacred Bones, mescola andamenti kraut, cosmici, droni consegnandoci 11 tracce dal fascino misterioso e ansiogeno in linea con le migliori colonne sonore horror e sci-fi.
(ifb)

JUJU
JuJu
[Sunrise Ocean Bender – 2016]

JuJu è la nuova creatura di Gioele Valenti musicista siciliano che i più attenti ricorderanno come Herself e al fianco di Nicola Giunta in quel piccolo miracolo psych che risponde al nome di Lay Llamas, altra band capace di raccogliere consensi soprattutto oltre i confini nazionali (pubblica regolarmente per la Rocket Recordings etichetta di Goat e GNOD). Psichedelia e kraut rock condite con elementi afro e tribali queste le coordinate di un disco di debutto salutato all’estero come uno dei ‘psych albums of the year’. “Our Mother Was A Plant”, nuova uscita firmata JuJu e pubblicata dalla britannica Fuzz Club Records, prosegue ‘l’esplorazione’ imponendosi, per i prossimi mesi (è uscito ad ottobre), come ascolto assiduo per gli amanti del genere.
(ifb)

SONIC JESUS
Neither Virtue Nor Anger
[Fuzz Club Records- 2015]

La lunga gavetta consumata tra palchi di mezza Europa ed importanti pacche sulle spalle (Black Angels e sua maestà  Sonic Boom su tutti) trova ideale coronamento in questo mastodontico doppio album di debutto che lancia i Sonic Jesus tra le realtà  più vive della scena psichedelica internazionale. La Fuzz Club Records, che in materia è etichetta di riferimento, appone, su questo e il succesivo “Grace” uscito quest’anno, il suo marchio certificando come alta qualità  le cavalcate chitarristiche intrise di elementi psych, shoegaze, wave e post-punk della band di Latina.
(ifb)

BLACK SNAKE MOAN
Spiritual Awakening
[autoprodotto – 2017]

Tarquina, delta del Mississippi. Facile immaginarsi la trasposizione geografica dell’antica cittadina viterbese ascoltando il debutto di questo giovane musicista tarquiniese. “Spiritual Awakening” già  dal titolo promette (e assicura) un percorso interioro scandito da ritmiche tribali ed echi ancestrali, tra misticismo sciamanico e spiritualità naturalista. Blues dalla vena psichedelica per un altro ‘frutto’ nato in provincia.
(ifb)

Qui potete dare un’occhiata alla timetable della due giorni psichedelica:

Queste invece le info biglietti:

Abbonamento: Ven 17 + Sab 18/11
30€ + d.p. >>> versando il Contributo online con BOXOL // riservato ai soci
30€ + d.p. >>> versando il Contributo online con I-TICKET // riservato ai soci
35€ >>> versando il Contributo direttamente all’ingresso

Solo Venerdi 17 Novembre:
17€ + d.p. >>> versando il Contributo online con I-TICKET // riservato ai soci
17€ + d.p. >>> versando il Contributo online con BOXOL // riservato ai soci
20€ >>> versando il Contributo direttamente all’ingresso

Solo Sabato 18 Novembre:
17€ + d.p. >>> versando il Contributo online con I-TICKET // riservato ai soci
17€ + d.p. >>> versando il Contributo online con BOXOL // riservato ai soci
20€ >>> versando il Contributo direttamente all’ingresso