10. BLONDE REDHEAD
Sit Down For Dinner
[ Section1 ]
La nostra recensione

I Blonde Redhead sono espressione di una musica della quale abbiamo bisogno. Dalle note “Sit Down for Dinner” trapela quel senso di appagamento e distensione che diventa necessario per godere appieno di uno dei migliori album in assoluto di una band in totale stato di grazia.
(Alessandro Tartarino)

9. SUFJAN STEVENS
Javelin
[ Asthmatic Kitty ]
La nostra recensione

Questo album è un bellissimo equilibrio tra un doppio passato ed un futuro ben segnato dalla strabiliante abilità del cantautore di creare un ponte tra il sentimentalismo personale e quello universale.
(Lucagian)

8. DAUGHTER
Stereo Mind Game
[ 4AD ]
La nostra recensione

Una ricerca ancor più marcata della propria sintonia come band e come singoli interpreti che fa di “Stereo Mind Game” il capitolo più omogeneo e sincero del trio britannico.
(Gianni Merlin)

7. UMBERTO MARIA GIARDINI
Mondo e Antimondo
[ La Tempesta ]
La nostra recensione

Umberto Maria Giardini ci regala un nuovo grande album che lo presenta ancora ispiratissimo, liricamente complesso come al suo solito ma che riesce ad agganciare l’ascoltatore con giochi melodici riuscitissimi e arrangiamenti perfetti, uno dei migliori album dell’anno irrinunciabile e imperdibile.
(Fabrizio Siliquini)

6. THE NATIONAL
First Two Pages Of Frankenstein
[ 4AD ]
La nostra recensione

Forse qualcuno criticherà il gruppo di Cincinnati per non aver cercato di uscire dalla loro comfort zone con abbastanza decisione, ma è innegabile che l’emotività che i National riescono a descrivere anche in questo nono album sia destinata a rimanere e le loro soluzioni sonore abbiano sempre un livello di qualità assolutamente superiore a tante altre band.
(Antonio Paolo Zucchelli)

5. GRIAN CHATTEN
Chaos For The Fly
[ Partisan Records ]
La nostra recensione

I testi che accompagnano le musiche sono forse la versione più matura dell’artista, che scava in profondità il suo io e la sua condizione di essere umano ed artista. Questo album non vuole essere solo un banco di prova per Chatten, ma anche per noi. Una sorta di seduta psicanalitica sulle nostre condizioni.
(Lucagian)

4. SLOWDIVE
Everything Is Alive
[ Dead Oceans ]
La nostra recensione

Una sorta di necessario momento di bisogno terapeutico in cui la nostra impreparazione nell’affrontare il reale trova rimedio e conforto in questa polvere sonora che ci porta in un’onirica dimensione di lontananza, di rifugio e di fuga da un momento presente impalpabile.
(Gianni Merlin)

3. THE MURDER CAPITAL
Gigi’s Recovery
[ Rough Trade ]
La nostra recensione

Il fascino espressionista ed arty di questa opera sonora apre a brade sofisticatezze che fanno decisamente spiccare l’ensemble irlandese nel panorama indipendente internazionale.
(Luca Morello)

2. PJ HARVEY
I Inside the Old Year Dying
[ Partisan Records ]
La nostra recensione

È esplorazione perenne, è riconoscere il cuore di ciò che si ama veramente. Nel caso della Harvey si tratta d’intrecciare parole, immagini e musica, senza pensare al fine ultimo del prodotto commerciale da dover confezionare.
(Madeira Scauri)

1. BLUR
The Ballad Of Darren
[ Parlophone Records ]
La nostra recensione

Questo disco non è da cantare insieme agli amici, in un coro di cori nelle lunghe macchinate serali verso il divertimento. L’impegno che richiede “The Ballad Of Darren” va oltre il semplice ascolto passivo dei brani: bisogna soffermarsi più volte per cercare di carpire ogni singola nota e ogni singola parola di questa grande narrazione che è la vita di adesso dei Blur.
(Lucagian)