Un abisso, un vortice emozionale quello in cui si inoltrano i padovani Talk To Her in “Pleasure Loss Desire”, secondo album dopo “Love Will Come Again” e l’EP “Home”. Anni in cui il sound della band è cresciuto acquistando mordente e spessore senza perdere intensità e mantenendo quell’aura dark e quella tensione ritmica già evidenti nell’esordio.

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La scelta di inserire un brano come “Waterfall” in apertura, con una lunga intro strumentale, echi di White Lies, Editors, Interpol  e la voce oscura e evocativa che entra a metà canzone è coraggiosa e emblematica del nuovo corso dei Talk To Her.  Ritmo che cambia con una “Dyve” tra new wave e post punk e ancora si trasforma in “PLD” che ricorda i Depeche Mode più trasgressivi.

Elettronica che resta protagonista nell’agrodolce “Surface”, “No Sound Remains” invece trasporta in territori vicini al rock intenso e elettrificato dei Notwist con un finale potente e distorto. Musica fatta di poesia e tensione, alienazione e distacco, estremi che si toccano nella frenetica “The Half Light” e creano scintille in “Someone Else”e  “Another Life”.

Romantici e decadenti, disperati e in cerca del potere salvifico delle sette note, i Talk To Her riescono a muoversi con passo deciso e felpato sull’orlo del baratro, più grintosi e aggressivi che in passato ma sempre animati da una passione che raggiunge il culmine durante “In Echoes” e “Siver Waves” rivelando sfumature a livello compositivo e di performance che rendono significativo il viaggio tra piacere, perdita e desiderio.